Nel 421-22 P. si trova già alla corte bizantina. Secondo il parere dei biografi, era figlio del re Bosmario e fu mandato a Costantinopoli come ostaggio; ma l'una e l'altra notizia son dubbie. Fuggì a Gerusalemme dove fu ricevuto da s. Melania (m. nel 439) che lo fece monaco (ca. il 430). Ivi fondò un monastero nelle vicinanze della torre di David, chiamato più tardi monastero degli Iberi. Perseguitato come tenace monofisita, si rifugiò vicino a Gaza, e, dopo l'ordinazione sacerdotale (446) e la consacrazione a vescovo di Maiuma (453), passò in Egitto dove prese parte alla consacrazione di Timoteo Eluro (457). Tornò in Palestina ma, essendosi rifiutato di sottoscrivere l'Enotico (v.), si nascose in Fenicia.
Immenso fu il suo influsso sui monofisiti, come provano le Pierfiorie di Giov. Rufo (PO, 8).