Con Giovanni de Tecto partecipò nel 1524 alla spedizione del Cortez nell'Honduras e tornò poi alla città di Messico ove consumò tutta la sua vita soprattutto nell'educazione dei giovani, istituendo scuole e insegnando, oltre alla dottrina cristiana, le arti, la musica, il lavoro, per raggiungere la conversione dei loro parenti e per distruggere i resti d'idolatria. Il Mendieta, storico di poco posteriore, dice che costruì oltre 100 chiese e cappelle, tra cui il tempio di S. Francesco in Messico. Protegeva validamente gli Indi presso Carlo V, onde ebbe varie difficoltà o ostilità da parte degli Spagnoli. Sotto una falsa accusa, verso la fine della sua vita fu mandato in esilio a Toscana, di dove ritornò presto, accolto trionfalmente dagli Indi. Morì fra il compianto degli Indi dopo 50 anni di apostolato. Di lui restano cinque lettere.
PIETRO IGNEO, BEATO
BIBL.: M. Cuevas, Hist. de la Iglesia en Mexico, I, Tlalpan 1921, pp. 158-63; II, 1922, pp. 200-2; Wadding, Annales M., XVI, pp. 166, 312 sq.; A. Ezequiel Chavez, El primero de los grandes educadores de la America: fray Peare de Gante, Messico 1935; L. Campos, Fray Pedro de Gente, fundador de la pedagogia en America, in El clero y las misiones, 10 (1939), pp. 226-35; A. Fliche - V. MARTINO G, Hist. de l'Eglise, XVII, Parigi 1947, p. 464 sqg.