PIETRO l'Eremita. - N. ca. il 1050 nella diocesi di Amiens, m. a Neufmoutier (diocesi di Liegi) l'8 luglio 1115. È il più conosciuto tra i predicatori popolari della I Crociata; ma la leggenda s'è impadronita del suo nome e ha accresciuto fuori di misura la parte avuta da lui nell'impresa. Egli non è stato l'iniziatore della Crociata, e non fu neanche il solo a guidare le masse popolari che si precipitarono verso l'Oriente. Bisogna pertanto ridurre a giusta proporzione l'importanza, che gli attribuiscono le relazioni contemporanee; quelle, p. es., di Guiberto di Nogent e di Alberto di Aquisgrana.
Il monaco P. era già noto nella regione dove si trovava, per la sua austerità, quando, in seguito al Concilio di Clermont, si mise a predicare la riconciliazione dei cristiani e a percorrere le campagne della Francia fin nella regione del Berry, promettendo la salvezza ai liberatori del S. Sepolcro. Persino le donne, i fanciulli e i vecchi vollero aggregarsi alla turba di coloro che, senza approvvigionamenti né armi, presero a seguire P. l'ermita. Il quale si vide raggiunto anche da una truppa di tedeschi, guidati da Gualtieri Senza-avere. Ma P. non poté impedire che accadessero eccessi: massacri di ebrei nelle città tedesche, devastazioni in Ungheria. Quando P. l'ermita arrivò il 19 ag. 1906 a Costantinopoli, molti dei suoi seguaci erano morti di fame o di miseria; la Crociata ufficiale dei baroni non aveva ancora lasciato l'Occidente. L'imperatore Alessio I Comneno ricevette P. e, per liberarsi da una folla sospetta, lo rifornì delle navi necessarie per il passaggio del Bosforo. Giunto in Asia, P. l'E. riuscì meno ancora di prima a dominare i suoi, che, ignoranti del tutto, pensavano già d'essere vicini al termine del viaggio. Si smarrirono, invece, in mezzo ad un paese sconosciuto, infestato dai Turchi, i quali ne massacrarono un gran numero; altri perirono a causa del clima. P. dovette implorare dall'Imperatore il soccorso di un contingente di Greci, perché altrimenti sarebbero tutti periti. Quelli che riuscirono a tornare a Costantinopoli, aspettarono l'arrivo dei baroni e si unirono alle loro truppe. P. ebbe la fortuna di sfuggire ai pericoli e tornare in Occidente e ritirarsi a Neufmoutier fino alla morte. Da allora egli restò nello spirito del popolo il simbolo della mistica della Crociata.