PIETRO da EBOLI. - Poeta della seconda metà del sec. XII.
È autore di una trilogia in versi sugli esempi di Virgilio e di Ovidio, nella quale è propugnata una concezione politico-religiosa sull'Impero (unus augustus..., unus sol, unus pastor, una fides), che avrà più ampio sviluppo nel De monarchia di Dante. Nel poema Liber ad honorem
Augusti (1195), detto anche De rebus Siculis carmen (a cura di E. Rota, in RIS, XXXI, p. 1 sqq.), denuncia la politica normanna ed esalta quella sveva, in particolare le imprese di Enrico VI e la figura di Costanza imperatrice; in un secondo poema andato perduto, Gesta Federici, celebrava il Barbarossa; nel De balneis Puteolani, in epigrammi di sei distici ciascuno (l'opera è nota anche in vari volgarizzamenti; V. E. Percopo, Napoli 1887 e M. Pelaez, in Studi romanzi, 19 (1928), pp. 47-134), loda i benefici delle 35 fonti di Pozzuoli.