PINTURICCHIO, BERNARDINO BETTI (DI BETTO) detto il. - Pittore, n. a Perugia nel 1454, m. a Siena nel 1513.
Formatosi nell'ambiente umbro, forse sotto la guida del Caporali, risenti poi in particolare del Perugino con il quale collaborò nell'esecuzione delle Storie di S. Bernardino (recentemente negate al Perugino), e quindi a Roma nei dipinti della Cappella Sistina: Circoncisione dei figli di Mosè e Battesimo di Gesù. Ma già in queste prime opere la personalità del collaboratore, più che allievo, si distingue da quella del maestro, e maggiore appare il distacco nella decorazione della cappella Bufalini in S. Maria d'Arcaeoli (dopo il 1490). Qui la sua piacevole vena narrativa prevale accompagnata da quello squisito e raffinato senso decorativo che nella profusione degli ori, dei colori, dei particolari minuti, della ricchezza del paesaggio mantiene sempre equilibrio ed eleganza. Più sobrio è negli affreschi delle cappelle laterali in S. Maria del Popolo, eseguiti in collaborazione con altri artisti umbri, dove una dolce Natività viene inquadrata dal suo solito paesaggio ricco di vegetazione e di rocce. Dopo un breve
PINTURICCHIO - PIO DA CARPI FAMIGLIA
1490
reggente degli studi (1671-75). Indi si trasferì a Parigi, prima nel convento di S. Giacomo, poi in quello della S. Anna Annunziata, nel quale morì.
Lasciò opere ascetico-mistiche, molto diffuse fino ad oggi, ABBANDONO (v.): "Est du pur amour (3ª ed., Lione 1682, Bordeaux 1683); La clef du pur amour (Lione 1681, 1682, 1683); Le plus parfait (Parigi 1683, spesso riedito). Da ricordare inoltre i lavori scolastici: Cursus philosophicus thomisticus... (5 voll., Lione 1670) e Summae Angelicae s. Thomae Aquinatis compendium resolutorium... (4 voll., ivi 1680-81).