PINTURICCHIO, BERNARDINO BETTI (DI BETTO) detto il. - Pittore, n. a Perugia nel 1454, m. a Siena nel 1513.
Formatosi nell'ambiente umbro, forse sotto la guida del Caporali, risentì poi in particolare del Perugino con il quale collaborò nell'esecuzione delle Storie di s. Bernardino (recentemente negate al Perugino), e quindi a Roma nei dipinti della Cappella Sistina: Circoncisione dei figli di Mosè e Battesimo di Gesù. Ma già in queste prime opere la personalità del collaboratore, più che allievo, si distingue da quella del maestro, e maggiore appare il distacco nella decorazione della cappella Bufalini in S. Maria d'Aracoeli (dopo il 1490). Qui la sua piacevole vena narrativa prevale accompagnata da quello squisito e raffinato senso decorativo che nella profusione degli ori, dei colori, dei particolari minuti, della ricchezza del paesaggio mantiene sempre equilibrio ed eleganza. Più sobrio è negli affreschi delle cappelle laterali in S. Maria del Popolo, eseguiti in collaborazione con altri artisti umbri, dove una dolce Nativita viene inquadrata dal suo solito paesaggio ricco di vegetazione e di rocce. Dopo un breve

(Int. Anderson)
Anche per la decorazione di queste sale, dove illustra i Mistori della Fede, Storie di Santi, le Arti liberali, le Sibille, Profeti e Apostoli, ricorre alla collaborazione di altri artisti; ma la sua impronta domina ovunque. Il modo di narrare è sempre pacato e un po' distaccato, mentre i mezzi espressivi si fanno più ricchi e fastosi nella decorazione, dove l'uso della pasticca dorata interviene larghissimo, i colori sono vivaci e vivacemente accostati. Lo si è accusato, a proposito di queste opere, di mancanza di profondità di sentimento e di solidità costruttiva. Accusa ingiusta, poiché tutto ciò non è necessario alla sua arte non rispondendo a una sua esigenza; prova ne è la forza che riesce ad imprimere negli affreschi della cappella Baglioni in S. Maria Maggiore di Spello (1500-1501) usando il linguaggio abituale, appunto perché aderente alla sua vera personalità. Meno persuasivo appare nella Libreria Piccolomini nel duomo di Siena (1505-1508) nel narrare Fatti della vita di Pio II, con la solita ricchezza, ma in modo svagato e piuttosto superficiale, imputabile soltanto in parte alla presenza di collaboratori; mentre le sue qualità migliori sono palesi nella precedente (1504) esecuzione della cappella di S. Giovanni Evangelista, pure nel Duomo.
Un altro momento felice ha nel 1508 quando affresca le vele del presbiterio di S. Maria del Popolo con equilibrata e spigliata eleganza. Oltre a queste opere eseguì vari dipinti conservati in gallerie, a Perugia, Valenza, Dresda, Londra, Firenze, Vaticano, ecc. e in chiese; si ha inoltre notizia di una sua attività miniaturistica di cui un esempio sarebbe la pagina di messale miniata con una Crocifissione, nella Biblioteca Vaticana, da alcuni studiosi ascritta invece al Perugino. - Vedi tav. Cl.