PISIDES, GIORGIO (ΤΕΥ͂ΡΓΙΟΣ Δ ΠΙΣΊΔΗΣ)

PISIDES, GIORGIO (Τεῦργιος δ Πισίδης). - Origini di Pisidia, diacono e skeuofilace di S. Sofia, visse sotto l'imperatore Eraclio (610-41) ed il pa
PISIDES, GIORGIO (Τεῦργιος δ Πισίδης). - Origini di Pisidia, diacono e skeuofilace di S. Sofia, visse sotto l'imperatore Eraclio (610-41) ed il pa

triarca Sergio con i quali fu in stretti rapporti. Accompagnò l'Imperatore nelle sue spedizioni contro i Persiani e ne celebrò le gesta con i suoi versi.

Di lui si ha: 1) La spedizione di Eraclio contro i Persiani, poema in cui l'autore narra le vicende della campagna del 622; 2) L'assedio di Costantinopoli da parte degli Avari e la loro sconfitta; 3) L'Eraclidae, o vittoria definitiva di Eraclio su Cosroe; 4) Hevaemeron, o creazione del mondo, che è l'opera più vasta di P. Se ne possiede una traduzione armena ed una slavo-russa del sec. XIV; 5) Epigrammi e poesie minori, di vario carattere, tra cui si rileva: Contro l'empio Severo, scritto teologico contro il dottore monofisita; Su la Risurrezione di Cristo, Su la vanità della vita.

Vario è stato il giudizio sull'opera di P. Paragonato ad Euripide dai Bizantini (Psellos), vince considerato da altri un poetastro per la mancanza di originalità. In realtà, per la correttezza della forma, la chiarezza e la fluidità della lingua egli è il migliore tra i poeti profani dell'epoca bizantina; tuttavia, nonostante qualche spunto veramente personale, la sua opera risente molto della retorica ampollosa di un periodo di decadenza.

Per l'inno acatista, falsamente attribuitogli, V. ACATISTO. Le altre opere in PG 92, 1160-1756, che riproduce l'ed. di J. M. Querci (Roma 1777); una serie di poemetti, sfuggiti al Querci, furono pubblicati da L. Sternbach, Georgii Pisidae carmina inedita, in Wiener Studien, 13 (1891), pp. 1-62; 14 (1892), pp. 51-68; altri frammenti in L. Sternbach, De Georgii Pisidae apud Theophanum aliosque historicos reliquiis, in Dissert. philolog. Acad. litter. Cracoviensis, 2a serie, 15 (1910), pp. 1-198.

BIBL.: Krumbacher, pp. 709-12; Bardenhever, V. pp. 168-173.