PLACIDO, SANTO

PLACIDO, santo. - Discepolo di s. Benedetto. Unica sua fonte biografica sono i Dialoghi di s. Gregorio Magno (II, 3-7; PL 66, 140-46; ed. critica di U. Moricca, Roma 1924, pp. 85-90), dai quali si apprende che all'età di 7 anni P. fu dal padre Tertullo, patrizio romano, offerto a s. Benedetto, in Subiaco; caduto nel lago Neroniano, ov'era andato ad attingere acqua, ne fu tratto prodigiosamente a terra da s. Mauro (v.).

Il suo culto ha subito una evoluzione, sulla quale ha fatto luce U. Berlière (v. BIBLICA). I più antichi documenti lo commemorano al 5 ott. come «confessore». Nella seconda metà del sec. XI si affaccia, a Montecassino, l'opinione che il martire siciliano omonimo (v. voce sg), memorato in quello stesso giorno nel Martirologio geronimo, possa essere il discepolo di s. Benedetto; l'ipotesi fu romanzata dal bibliotecario e archivistà Pietro Diacono (m. ca. il 1159) con la Vita (o Acta) ss. Placidii et fratrum eius Eutychii, Victorini ac Flaviae sororis etc., che egli attribuisce a Gordiano, presunto compagno del Santo, scampato all'eccidio piratesco di Messina (testo in Ma billon, Acta SS. Ord. Benedict., I, Parigi 1668, pp. 45-79; e in Acta SS. Octobris, III, Anversa 1770, pp. 114-38). Perciò la missione di P. in Sicilia per fondarvi monasteri (come quella di S. Mauro in Gallia) e il suo martirio appartengono alla leggenda, entrata tuttavia, nel sec. XVI (v. voce sg), nel Breviario e nel Martirologio romano (5 ott.).

BIBL.: BHL, coll. 6859-64; Martyr. Romanum. p. 435; E. Caspar, Petrus Diaconus und die Montecassiner Fälschungen, Berlino 1909, pp. 47-72; I. Schuster, in Rev. bned., 27 (1910), p. 88 sg. (nota 4: per l'immagine di S. P.); id., Liber Sacramentorum, IX, Torino 1928, pp. 9-11; U. Berlière, Le culte de St Placide, in Rev. bned., 33 (1921), pp. 19-45; Ph. Schmitz, Histoire de l'Ordre de St Benoît, I, 2a ed., Maredsous 1948, pp. 38 e 74.

Ignio Cecchetti