PLACIDO, EUTICHIO E CONSOCI, SANTI, MARTIRI

PLACIDO, EUTICHIO e CONSOCI, santi, martiri. - Probabilmente perirono nella persecuzione diocleziacina (303-13).

Il Martirologio geronimo li ricorda al 5 ott., come martiri siciliani: «in Sicilia». Nello stesso Martirologio però P. è ricordato anche al 29 sett., l'11 e 14 ott.; secondo H. Delehaye si tratterebbe sempre del medesimo martire. Eutichio viene anch'esso ricordato al 29 sett. come martire di Eraclea. Il gruppo anonimo, secondo la lezione comune, sarebbe costituito da 30 martiri, ma secondo altra lezione solo da 8. Gli atti genuini sono andati perduti. L'identificazione di P. con il discepolo di s. Benedetto, e di Eutichio come suo fratello, è una falsa opinione nata a Montecassino, nel sec. XI-XII, Pietro Diacono (v.), asserendo che quei discepoli, inviati da s. Benedetto a Messina per fondarvi un monastero (di S. Giovanni Battista), vi furono uccisi da pirati saraceni di Spagna. La scoperta di ossa umane nel coro della chiesa di S. Giovanni Battista a Messina il 4 ag. 1158, fece concludere che si trattasse dei martiri monaci. Furono scelti come patroni della città e da Sisto V si ottenne (13 nov. 1588) la loro festa con rito doppio per Messina e provincia, con rito semplice per il resto della Chiesa, e l'inserzione nel Martirologio romano (5 ott.).

BIBL.: V. voce precedente; inoltre: Acta SS. Octobris, III, Anversa 1770, pp. 65-147; M. Amari, Storia dei Musulmani in Sicilia, 2a ed., I. Catania 1933, pp. 219-22; L. T. White, Latin monasticism in Norman Sicily, Cambridge 1938, pp. 8-10; Martyr. Hieronymianum, pp. 532, 541, 555. Ignio Cecchetti