POINCARÉ, JULES-HENRY

POINCARÉ, JULES-HENRY. - Matematico e pensatore, n. a Nancy (Meurthe-et-Moselle) il 29 apr. 1854, m. a Parigi il 17 luglio 1912. Insegno (1881) nella Facoltà di scienze a Parigi; fu (1887) membro dell'Académie des Sciences. I suoi lavori di matematica pura e applicata sono raccolti in più di 30 voll.; scrisse quasi 500 memorie e alcune opere di carattere generale: La science et l'hypothèse (Parigi 1902), La valeur de la science (ivi 1905), Science et méthode (ivi 1909), Dernières pensées (postuma, 1913).

P. afferma che «la sola realtà oggettiva sono i rapporti delle cose dai quali risulta l'armonia universale»;

essai non si dàmo «al di fuori di uno spirito che li concepisca e che li senta. Ma sono tuttavia oggettivi perché sono, diverranno e resteranno comuni a tutti gli esseri pensanti» (La valeur de la science, p. 270). La scienza non fa conoscere le cose ma i rapporti tra le cose: «La scienza è un sistema di relazioni» (op. cit., p. 265). A E. Le Roy, il quale affermava che lo scienziato crea il fatto scientifico e che la scienza vale soltanto come complesso di regole di azione, il P. osserva che la scienza, in quanto può prevedere i fatti, deve avere anche un valore teorico e lo scienziato non crea altro nel fatto se non il linguaggio con il quale l'enuncia (La valeur de la science, p. 213 sgg.). Per quanto concerne le geometrie non euclidee, P. ammette che gli assiomi geometrici sono convenzioni la cui scelta «è guidata dai fatti sperimentali, ma resta libera ed è limitata soltanto alla necessità di evitare la contraddizione» (La science et l'hypothèse, p. 66).

Nella ricerca scientifica P. richiede libertà assoluta anche nei confronti della religione: «Ci sono uomini che dimenticano la loro fede entrando nel gabinetto sperimentale... E ciò è tutto quanto si può loro domandare» (Dernières pensées, p. 331). La morale non può fondarsi né sulla metafisica, né sulla religione, né sulla scienza, né su motivi utilitari, ma solo sul sentimento (op. cit., p. 223 sgg.).

Bibl.: G. Lebon, H. P., Parigi 1909; vari autori, in Rev. de métaph. et de morale, intero fasc. sett. 1913; V. Volterra, J. Hadamard, P. Langevin, P. Boutroux, H. P., Parigi 1914; L. Rougier, La philosophie géométrique de H. P., ivi 1920; R. Fedi, La morale e la scienza secondo P., in Logos, 20 (1937), pp. 399-404; F. Severi, Introd. all'antologia H. P., Firenze 1949.