POLIGNAC, MELCHIOR de. - Cardinale, diplomatico e apologista, n. a Puy-en-Velay l'11 ott. 1661, m. a Parigi il 20 nov. 1741. Studiò a Parigi, ap-
passionandosi per la filosofia di Cartesio. A Roma nel 1689, componendo la questione dei 4 articoli gallicani del 1682, scongiurò uno scisma.
Nel 1693 era ambasciatore in Polonia. Caduto in disgrazia, fu confinato nell'abbazia di Bonport (1698-1702). Nel 1704 successe a Bousset all'Accademia di Francia; nel 1706, nominato uditore di Rota, si trasferì a Roma. Nel 1710 prese parte alla Conferenza di Gertryudenberg e nel 1713 alla Pace di Utrecht. L'8 maggio 1712 fu creato cardinale e nel 1726 divenne arcivescovo di Auch. Avendo preso parte alla cospirazione di Cellamare, fu relegato nell'abbazia di Auchin.
Amante d'arte e di lettere, si distinse come orator, filosofo e poeta. Nell'esilio di Bonport compose il celebre poeta Amti-Lucrétius sive de Deo et natura (2 voll., Parigi 1747; 1749) in 9 libri di ca. 1000 versi ciascuno. Fu tradotto in italiano da F. Ricci (3 voll., Verona 1767). L'autore si propone di confutare il materialismo antico di Lucrezio e quello contemporaneo di P. Bayle e dimostrare l'esistenza di Dio e del mondo soprannaturale e la spiritualità e immortalità dell'anima.