POLYBIBLION

POLYBIBLION. - Allo scopo di informare sul contenuto e il valore della principale produzione letteraria contemporanea sia francese che estera, P. apparve per la prima volta a Parigi con il sottotitolo Revue bibliographique universelle, a cura della Société bibliographique, il 12 febbr. 1868, con periodicità mensile.

Ogni fascicolo è diviso in due parti. La prima, « littéraire », contiene ampie recensioni di opere, specialmente francesi, divise per materia, e alcune pagine di varietà, come cronache e informazioni bibliografiche. La seconda parte, « bibliographie », dà invece l'elenco puro e semplice dei libri apparsi e lo spoglio di varie riviste francesi e straniere e degli articoli letterari dei principali giornali francesi. Ognuna delle due parti ha paginazione propria continuata per semestre. Il tutto è corredato da indici metodici. Nell'ag. 1870 (6ª vol.) P. interruppe la pubblicazione per riapparire nel marzo dell'anno seguente.

Nel 1875 comincia la 2ª serie (vol. 13ª) più ricca e nutrita della prima e formata non già di uno ma di due fascicoli mensili, uno contenente la « partie littéraire », l'altro la « partie technique ». L'insieme dei fascicoli letterari forma 2 voll. all'anno, quello dei tecnici 1 vol. Nel 1931 comparve la 3ª serie (vol. 181), molto ridotta e con un solo fasc. al mese, diviso, come la prima serie, in 2 parti. Nel dic. 1937, per difficoltà finanziarie, la rivista P. fu costretta a cessare le pubblicazioni. Un nuovo editore la fece uscire dal luglio 1938 al giugno 1939 (vol. 195).

Renata Orazi Ausenda

POMARANCIO, ANTONIO CIRCIGNANI, detto il. - N. ca. il 1580, m. ca. il 1640 (il Baumgart pone i limiti della sua vita tra il 1570 e il 1630): notizie documentarie si hanno fino al 1629. Figlio di Niccolò, di cui ereditò il soprannome.

Scarse le notizie dei biografi intorno al pittore, la cui personalità è andata confusa, fino alla critica più recente, con quella del padre Niccolò (rivendicatagli, sulla scorta delle fonti, la Crocifissione nella Galleria Estense, già in S. Bartolomeo, di Modena, commessa nel 1620). La fisionomia stilistica del pittore si è venuta conformando in aspetti diversi da quelli di un generico manierismo al modo paterno; il P. infatti mostra di aver appreso elementi caravaggeschi dei quali fa uso anche negli affreschi e nella tavola d'altare della cappella di S. Alberto nella chiesa di S. Maria in Traspontina a Roma, il che avvenne nel periodo della maturità del pittore. Lavorò, sotto il pontificato di Urbano VIII, alla decorazione della chiesa di S. Pietro in Roma, e nel 1629 gli veniva pagata la sopraporta con la Tradizione delle chiavi per la stanza del Capitolo. In una sua lettera del giugno 1626 al card. Rivarola, si ha la nota delle opere da lui compiute, tra le quali figurano lavori fatti, oltre che a Roma, a Firenze (nei portici di S. Maria Nuova), Narni, Terni, Amelia, Spoleto, Assisi, Sezze, Modena e Urbino; e in più, numerosi disegni per stampe. Tra le opere note, oltre le già ricordate, sono: a Roma, gli affreschi con Storie di Maria, nell'ultima cappella a sinistra in S. Maria della Consolazione; la volta della prima cappella di destra in S. Andrea della Valle; una cappella nel Palazzo Altemps; a Città di Castello, una Concezione nella chiesa di S. Francesco, una Incoronazione di Maria in S. Domenico e l'altar maggiore nella chiesa di Ognissanti.

BIBL. F. Baumgart, s. V. in Thieme-Becker, XXVII, p. 232 (con bibl.); O. Pollak, Die Kunsttätigkeit unter Urban VIII, II, Berlino 1931, pp. 38, 72, 74, 582-84; A. Venturi, s. V. ENOCH. Ital., XXVII, p. 791; R. Longhi, Ultimi studi sul Caravaggio, in Proporzioni, 1 (1943), pp. 32, 57 nota 78, fig. 76; R. Pallucchini, I dipinti della Galleria Estense, 1945, p. 227.

Maria Vittoria Brugnoli

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“POLYBIBLION.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 1030. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/polybiblion.