PONZIO

PONZIO. - Biografo di s. Cipriano. Una trentina di codici hanno tramandato uno scritto che narra la vita di s. Cipriano dal Battesimo all'elezione a vescovo, all'attività pastorale (capp. I-10) e la passione (capp. 11-19).

L'autore si presenta come compagno di Cipriano nell'esilio e testimone del suo martirio (capp. 12, 13; 13, 3-15; 14, 4-8). Né nel racconto né nell'iscrizione dei codici più antichi figura il nome dello scrittore, che è noto solo da s. Girolamo, il quale lo dice diacono di Cipriano (De vir. ill. 68). Perciò l'autenticità della Vita e il suo valore storico sono contestati da vari critici, ma senza argomenti convincenti. Gli evidenti intenti apologetici, encomiastici ed edificanti non impediscono di accogliere la sostanza del racconto, che, del resto, ben poco aggiunge a quanto si conosce di Cipriano da altre fonti.

BIBL.: ed.: [J. Fell], nelle opere di s. Cipriano, Oxford 1684, pp. 1-10; Th. Ruinart, Acta Martyrum, Parigi 1689, pp. 203-215; riprodotta nell'ed. di s. Cipriano del Baluzius, ivi 1726.

PONZIANO, CIMITERO di - Frammento di altare con iscrizione d'amiana (2ª metà sec. IV) - Roma, cimitero di Ponziano.

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(1st. Pont. comm. arch. sacra)

nettò la prima volta il 26 luglio 1618. Da allora in poi non furono eseguiti scavi regolari, ma solo opere di rinforzo ai monumenti esplorati e non è perciò possibile determinare con sicurezza i nuclei primitivi. Le parti conosciute presentano gallerie della fine del sec. III e del IV, scavate in una roccia argillosa friabilissima, attraversata da cunicoli di drenaggio, perciò il loro stato attuale non è buono e l'esplorazione è resa difficilissima dal terreno acquistato. Il nostro sio. Sì è potuto riconoscere però: 1) il luogo di sepoltura dei ss. Pollione, Pumenio e Milix, con le loro immagini dipinte accanto a quelle dei ss. Pietro e Marcello, con i rispettivi nomi e numerosi graffiti fra i quali importante quello con la data obituaria di Milix; 2) un cubicolo decorato con affreschi, comunemente conosciuto sotto il nome di Battistero. Sì giunge ad esso per mezzo di una grande scala, nell'arco della quale è dipinto di volte il busto del Redentore, uno fatto eseguire da un tal Gaudiosus. Nel cubicolo, posto ad un livello più basso della galleria circostante, sono visibili antichi locali per sepoltura, ostruiti su due lati da costruzioni avanzanti, affrescate l'una con la scena del Battesimo di Cristo, l'altra con quella della coronazione dei ss. Abdono e Sennen, affiancati dai ss. Milix e Bicentius. Sotto un arco creato nel muro di sinistra sfocia nell'ambiente dell'acqua, che si raccoglie in un bacino decorato con una croce gemmata. Appunto la presenza dell'acqua ha fatto identificare questo luogo come un battistero, dal Bosio ai moderni archeologi. Lo Styger invece (Die römischen Katakomben, Berlino 1933, pp. 271-73) nega tale identifcazione, impossibile e per la piccola ristrettezza dell'ambiente (m. I X 1,35) e per l'immediata vicinanza dei cadaveri ivi deposti. L'acqua, egli dice, non vi fu portata, non esiste infatti un canale di adduzione, ma invase l'ambiente per il taglio occasionale di un cunicolo di drenaggio; le costruzioni fatte in seguito, e cioè nel sec. VI, trasformarono l'ambiente in un piccolo tempio del Giordano. In una regione a destra della scala di accesso a detto ambiente si trova un cubicolo che nella lunetta dell'arco solido ha una scena navale.

Frammentario è il materiale epigrafico del cimitero sotterraneo: nomi di proprietari di loculi, invocazioni e simboli; si ricorda l'iscrizione di un tal «Sabinus Santias, artis ispeleris» con accanto scolpiti gli arnesi del mestiere. Nel 1917, mentre si costruiva un edificio nell'area cimiterale, fu scoperta una parte della regione sopraterra del cimitero stesso.

BIBL.: A. Bosio, Roma sotterranea, Roma 1632, pp. 114, 119-39; Wilpert, Pitture, pp. 453-54, 489, 528, tavv. 173; 225, 2; 255; 257-58; id., Sarcofagi, I, p. 81, tav. 64, 9; p. 98, tav. 130, 7; II, p. 209, tav. 232, 13; p. 345 sgg., tav. 255, 6; B. Manna, Contributi allo studio del cimitero di P. sulla Via Portuense, in Bull. arch. Comm., di Roma, 51 (1923), pp. 163-224; A. Silvagni, Inscrip. Christ., nuova serie, II, Roma 1935, nn. 4500-4744. Gabriele Ferrari

PONZIANO, papà, santo, martire - Epitaffio marmoreo (sec. III) con il monogramma Martyr, aggiunto - Roma, cimitero di S. Callisto.

più volte ristampata, e in PL 3, 1541-58 con varianti e note
desunte da altre cdd.; Acta SS. Septembris. IV, Parigi 1868,
pp. 325-37; W. Hartel, in appendice a s. Cipriano (CSEL, 3, 3).
pp. XC-CX; A. Harnack, in Texte u. Unters., 30, III, Lipsia 1913.
— Studi: oltre A. Harnack-P. Monceaux, Hist. litt. de l'Afr.
chret., II, Parigi 1902, pp. 190-97; R. Reitzenstein, in Situang-
ber. d. Held:iberg Akad. d. Wissenschaft., Phil. hist. Kl., 1913-
1914 (contro l'autenticità); P. Corssen, in Zeitschr. f. neu.
Wissenschaft., 15 (1914), pp. 285-316; 16 (1915), pp. 214-29; 18
(1917-18), pp. 118-39, 202-216 (per l'autenticità); J. Martin,
in Hist. Jahrbuch, 39 (1919), pp. 674-12 (contro); H. Delehaey,
Les passions des Martyrs et les genres litt., Bruxelles 1921, pp.
82-104; cf. Analecta Boll., 39 (1921), p. 168 Sgg. (per l'auten-
ticità).