PONZIANO, PAPA, santo, martire. - Secondo il Catalogo Liberiano ed il Liber Pontificalis P. era romano, figlio di un certo Calpurnio; fu papa dal 231 al 235, quando, insieme con il presbítero Ippolito, fu condannato alle miniere, in Sardegna, dove, dopo aver abdicato al sommo pontificato, morì in seguito ai maltrattamenti. Il suo corpo fu trasportato a Roma e sepolto nel cimitero di Callisto il 13 ag.
A questa data è infatti commemorato nella Depositi Martyrum, ed in quel cimitero, nel genn. 1909, fu trovato il suo epitaffio in greco, con la qualifica di martire. Allo stesso giorno è ricordato nel Sacramentario leoniano e nel Martirologio geronitiano, mentre nel Romano è commemorato il 19 nov.
Ritenendo sicura la notizia del suo esilio nel 235, ciò dovette avvenire dopo il 18 marzo, quando fu ucciso Alessandro Severo e fu eletto imperatore Massimino Trace. Questi (Eusebio, Hist. eccl., VI, 28), per odio alla casa di Alessandro, suscitò la persecuzione contro i cristiani, limitata però ai capi della Chiesa. In esecuzione agli ordini il prefetto di Roma (Massimino eletto in provincia non venne mai a Roma) relegò P. in Sardegna. Quivi il Pontefice, per non lasciare la Chiesa senza una guida, il 28 sett. dello stesso anno, rinunciò al papato. Il 21 nov. successivo fu eletto Antero (v.). Incerto è anche l'anno della traslazione a Roma del suo corpo, ma verosimilmente tra il 244 ed il 249, durante cioè l'Impero di Filippo l'Arabo. Per effettuare infatti simili traslazioni di cadaveri era necessario il permesso dell'Imperatore, e papa Fabiano può aver profittato delle benevolenza di Filippo.
Nessuna relazione esiste tra P. ed il cimitero omonimo sulla Via Portuense.