Viene ricordato, sin dalla metà del sec. IV, dalla Deposito Martyrum, che al «tertio Kalendas augustas» (30 luglio) indica la commemorazione dei martiri Abdon e Sennen «in Pontiani, quod est ad ursum pileatum»; dal Martyr. Hieronyminum, p. 402, e dal Liber Pontificalis, nelle biografie dei papi Anastasio I (399-401) e Innocenzo I (401-417) sepolti in questo cimitero. La notizia ecclesiarum «laddita quale ecclesia magna». Il pontefice Adriano (772-95) restaurò la Basilica eretta nel sopraterra sul sepolcro dei SS. Abdon e Sennen (Lib. Pont., I, p. 509), da Niccolò I (858-67) riportata al pristino splendore (ibid., II, p. 161). Nel 1907 tornarono in luce gli avanzi della ecclesia magna «ricordata dalla notizia ecclesiarum» eretta sul sepolcro dei martiri Abdon e Sennen; allora si scoprirono due frammenti della decorazione marmorea posta da Damaso in loro onore, su cui erano incisi due esametri in caratteri filocaliani (A. Ferrara, Epigrammata Damasiana, Città del Vaticano 1942, pp. 96-97). Incerte sono le notizie che si hanno sull'eponimo di questo cimitero: P. Contro l'ipotesi del Panvino che credette trattarsi del Papa di quel nome, morto in Sardegna e poi traslato in Roma nel cimitero di Callisto, altri archeologi, come il Bozio, ritennero più probabile identificarlo col nobile romano che gli Acta Callixii indicano quale proprietario in questa regione transiterina. L'indicazione «ad ursum pileatum» è in relazione con qualche immagine di tal fatta esistente nella zona.
Le reliquie dei martiri Abdon e Sennen furono traslate sotto Gregorio IV nella basilica urbana di S. Marco. Altri martiri MANILIO (v.), Pumenio, Pollione, Vincenzo e Candida, dei quali non si hanno notizie sicure. Antonio Bosio vi pe