POTAMIONE, vescovo di Eraclea, santo. — Nel Martirologio geronimiano è commemorato il 18 maggio come martire delle persecuzioni pagane ed è detto presbitero. Nel Martirologio romano, invece, alla stessa data è detto vescovo e perito durante le lotte suscitata dalla controversia ariana sotto Costanzo II.
Questa seconda notizia è più sicura perché avvalorata da altre fonti. P. era infatti già vescovo di Eraclea nel 325, poiché in quell'anno partecipò al Concilio di Nicea. Fu poi anche al Sinodo di Tiro (335), adunato dagli ariani contro s. Atanasio, ed in quell'occasione con santo ardire si levò a parlare contro Eusebio di Nicomedia, l'organizzatore e l'anima del Sinodo, rimproverandogli non solo la sua incompetenza a giudicare s. Atanasio, ma anche la sua sospetta condotta durante la persecuzione di Massimino dalla quale era uscito illeso nonostante che fosse stato in carcere. Nella stessa circostanza P. invece era stato mutilato ad un piede ed aveva perduto un occhio. Gli ariani lo perseguitarono acerba mente e, riuscì a catturarlo, lo fustigarono a sangue lasciandolo quasi morto. Dai fedeli fu soccorso e curato, ma morì poco dopo a causa delle percosse ricevute.
POTAMIONE, VESCOVO DI ERACLEA, SANTO
BIBL.: S. Atanasio, Hist. Ariamum, 73; id., Apologia ad Constantinum, 28; S. Epifanio, Panarion, 68; Acta SS. Maii, IV, Parigi 1866, p. 165 sgg.; Martyr. Hieronymianum, p. 260; Martyr. Romanum, p. 195.