Ha una popolazione di 87.050 ab. quasi tutti cattolici, distribuiti in 25 parrocchie, servite da 67 sacerdoti diocesani e 24 regolari; ha un seminario, 6 comunità religiose maschili e 22 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 327).
I. STORIA
Nel latercolo del Martirologio geronimiano del 27 ag. sono menzionati quattro martiri: Felix, Arontius, Sabinianus e Honoratus, le cui reliquie, secondo una tarda leggenda (BHL, coll. 2297-2302), sarebbero state trasferite nel sec. VIII dal duca Arechi II a Benevento. La stessa leggenda però li considera martiri africani e non potentini; né vi sono argomenti per confutarla.Un’altra tradizione (Acta SS. Augusti, V, Parigi 1868, p. 813) celebra il martirio di un vescovo cartaginese a nome Gennaro, che sarebbe stato decapitato insieme ai suoi diaconi Felice e Onorato in una località non ben precisata presso P., il 26 ag. Le loro reliquie – sempre se-
POTENZA E MARSICO NUOVO, DIOCESI di. - Tempio di S. Gerardo (sec. XIX) - Potenza.
bino, vescovo di Consilium. Il successore Amando (502) lascia perplessi, perché nessun indizio aiuta a risolvere il problema se assegnarlo a P. lucana o all'omonima diocesi picena. Bisogna dunque per trovare il successore giungere a Pietro (552-60), cui Pelagio I papa dà disponizioni per la diocesi di Marcellianum (Jaffé-Wattenbach, 1017). E da questa località si può dedurre con certezza che egli era lucano e non piceno. Per ca. tre secoli non è più noto alcuno, fino a che non si trova Balas, che partecipò al Concilio romano tenuto nell'826 da Eugenio II. Dopo di lui, silenzio completo. Un vescovo, di cui si ignora il nome, è segnalato nel 1080 a proposito della chiesa di S. Giovanni Battista, compiuta dai coniugi Roberto e Palma; quindi Gerardo nel 1099, il cui successore omino, di Piacenza, è il santo titolare della città e del Duomo (1111-1119), canonizzato da Callisto II. Di s. Gerardo ha lasciato la biografia Manfredo, eletto vescovo alla morte di lui. Dopo questo presule, il catalogo della Chiesa potentina si fa pressoché completo: si citeranno pertanto i più illustri che successero alla cattedra dal sec. XIII. Oberto (1250-56) dette impulso vigoroso alla ricostruzione della città ormai decadente; Guglielmo o Gualtiero costruì a Diano nel 1274 la chiesa di S. Maria Maggiore, elevata da Pio IX a cattedrale nel 1580; fra' Guglielmo di Torri (1343) fu raccomandato dall'arcivescovo di Acerenza e imposto da Clemente VI al Capitolo, che si vide annullare la sua nomina; Angelo (1419), di Napoli, consigliere prediletto della regina Giovanna II; e Gaspare Cardoso, benedettino spagnolo, che nel 1606 celebrò il Sinodo ed è ricordato per la sua opera in favore del clero. Nel 1818 Pio VII unì alla sede di P. quella di Marsico Nuovo, dichiarandola concattedrale.