POTENZA DIVINA. - È uno degli attributi divini, che va anche sotto il nome di onnipotenza.
P. è facoltà di ricevere o di fare qualche cosa; in quanto capacità passiva la p. si contrappone all'atto come il perfettibile alla perfezione. Ma come capacità attiva la p. è facoltà di produrre un effetto, di realizzare. Evidentemente la p. non si può attribuire a Dio nel primo senso, perché Dio è atto puro, ma ben conviene a Dio nel senso di forza realizzatrice proporzionata alla pura attualità.
Secondo un noto principio della filosofia tomistica, un ente è tanto più capace di agire quanto più è in atto e perciò Dio, che è atto puro, ha una capacità di azione infinita, cioè è onnipotente. L'onnipotenza divina è vivamente esaltata in tutta la S. Scrittura e nella tradizione; il magistero della Chiesa ne ha fatto un articolo di fede nel suo Credo e nelle sue definizioni (cf. Conc. Vaticano, sess. III, cap. 1: Denz-U, 1782).
In ogni azione divina concorrono scienza, volontà e onnipotenza secondo modi distinti: la scienza come direttiva, la volontà come impero, la onnipotenza come forza realizzante. In virtù dell'onnipotenza Dio può fare tutto quel che vuole e che, per conseguenza, non implica una ripugnanza metafisica. Il male e il peccato, p. es., essendo piuttosto non-enti, non possono essere effetto della Causa Prima, che è ente in modo assoluto.
Gli scolastici sogliono distinguere in Dio una potenza assoluta e una potenza ordinata; la prima prescinde dagli altri attributi, la seconda invece si considera sempre in armonia con altre proprietà divine e specialmente con la bontà e la sapienza. Così Dio secondo la p. assoluta potrebbe annientare le anime, che per natura sono immortali, ma secondo la p. ordinata le conserva. Generalmente la p. ordinata tiene conto della struttura e delle leggi o condizioni della natura quale è stata realizzata con la creazione (cf. s. Tommaso, Sum. Theol., 1ª, q. 25; C. Gent., I, 16; II, cc. 7-10). V. ATTRIBUTI DIVINI.

Bibliografia3 opere
Pietro Parente