PRATO (A PRATO), GIOVANNI

PRATO (a Prato), GIOVANNI. - Sacerdote e giornalista, n. a. Rovereto il 29 ott. 1812, m. ivi il 13 giugno 1883. Sacerdote nel 1835, assunse nel 1842 l'insegnamento della religione nel Seminario di Rovereto, città di cui venne eletto rappresentante alla Dieta di Francoforte nella primavera del 1848. A Francoforte dapprima e poi a Vienna, al Parlamento austriaco che lo ebbe per lunghi anni deputato, propugnò costantemente l'uscita della sua regione natale dalla Confederazione germanica e l'autonomia amministrativa del Tirolo.

La sua attività parlamentare si interruppe nel 1875, quando il vescovo di Trento lo sospese a divini per avere egli dato suffragio favorevole alle cosiddette «leggi confessionali» - eversive dei diritti della Chiesa - che il Partito liberale austriaco aveva proposto alla Camera, e la Società politica liberale-nazionale del Trentino lo raddì dalle proprie file per aver egli, in ossequio al suo vescovo, ritrattato il voto. Rassegnò allora il mandato parlamentare e abbandonò anche l'intensa attività giornalistica. Aveva infatti fondato Il Giornale del Trentino e successivamente Il Giornale di Rovereto, Il Trentino e Il nuovo giornale del Trentino, agitandosi sempre la causa dell'italianità della sua regione: argomento che dibatté largamente anche su numerosi periodici italiani, massime sul Crepuscolo. Trovò altresì tempo e per numerosi scritti di erudizione e di varia letteratura: pubblicò un apprezzato Studio sullo stato di coltura del Trentino, promosse i festeggiamenti di Trento per il sesto centenario della nascita dell'Alighieri, tradusse Il processo di Galileo del Geblers.

BIBL.: F. Ambrosi, Scrittori ed artisti trentini, Trento 1894; Nel centenario della nascita di G. a P., numero speciale dell'Alto Adige, Trento 28 ott. 1912.