PREMOLI, PAOLO FILIPPO

PREMOLI, PAOLO FILIPPO. - Barnabita, n. a Crema nel 1692, m. ivi il 21 marzo 1771.
PREMOLI, PAOLO FILIPPO. - Barnabita, n. a Crema nel 1692, m. ivi il 21 marzo 1771.

Penitenziere e commentatore della S. Scrittura nella metropolitana di Bologna, confessore del card. Lambertini, Superiore generale del suo Ordine (1755-61). Diede alla stampe, anonime, le Regole per le Converte Camerliniane del convento dei SS. Giacomo e Filippo di Bologna (1738) e le Costituzioni per l'Agostiniano di S. Elena di Bologna (1746). Ma i suoi lavori più importanti, rimasti manoscritti nell'Archivio gen. romano, sono i Monumenti per la causa del servo di Dio V. ANTONIO, POETA. Zaccaria (1750) e la Relazione e Lettere concernenti i viaggi e le missioni dei Barnabiti nell'Impero della Cina e nei Regni di Ava e Pegi.

BIBL.: G. Boffito, Scrittori barnabiti, III, Firenze 1934, pp. 217-19.

PREMOSTRATENSI. - Canonici regolari che hanno preso il nome da Prémontré (diocesi di Soissons), dove nel 1120 furono fondati da s. Norberto di Xanten (v.) secondo la regola di s. Agostino. Risultato dal movimento di povertà apostolica dei predicatori ambulanti e dalla riforma canonica dell'epoca gregoriana, il ramo dei P. costituì - di fronte agli altri Canonici regolari - ben presto un ordine distinto.

I. STORIA

Nel 1126 ebbero la conferma apostolica. Per la formazione dell'osservanza e dell'organizzazione servirono di modello i Cistercensi specie dopo che a Prémontré sotto il b. Ugo di Fosses (m. ca. 1164), succeduto a s. Norberto, elevato nel 1126 alla sede arcivescovile di Magdeburgo, fu definito l'ordinamento delle consuetudini, della liturgia e dell'organizzazione nella sua sostanza. L'abate di Prémontré diviene abate generale, i rapporti fra i monasteri si basano sul principio della figliazione, il potere supremo sta presso il Capitolo generale. Gli abati di S. Martino (Laon), Floreffe e Cuissy godettero delle prerogative come patres Ordinis. Ai tentativi di centralizzazione avanzati dalla casa madre si opposero a
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PREMOSTRATENSI - Abbazia di Prémontré, ora trasformata in Ospedale psichiatrico de l'Aisne.

lungo i monasteri della Sassonia, il cui centro era Magdeburgo; i loro prelati serbarono il titolo di preposito, inviando pure dal 1239 in poi soltanto ogni terz'anno un rappresentante al Capitolo generale. In contrasto ai Cistercensi i P. fin dall'origine ebbero conventi femminili, anzi monasteri doppi; a partire dal 1140 però quelli furono spostati in regioni distanti. Favorito da signori feudali e vescovi zelanti della riforma, l'Ordine si propagò ben presto specie in Francia e nell'Impero; in unione col movimento missionario e delle Crociate i P. si dilatarono anche nell'Europa orientale e persino in Terra Santa. All'est dell'Elba compirono inoltre una grande missione di colonizzazione. Ad una primitiva vita di solitudine si associò ben presto la cura delle anime, esercitata prima di tutto nelle campagne, ciò che portò ad aumento di possedimenti e alla formazione del sistema di parrocchie incorporate. I P. costituirono in seguito pure Capitoli cattedrali e sedi vescovili nei territori della colonizzazione germanica (Brandeburgo, Havelberg, Ratzeburgo, Riga).

I secc. XII-XIII furono l'epoca più fiorente dell'Ordine, il quale si distinse per una osservanza molto severa, per opere di carità, di predicazione, per santità personale, devozione mistica e una vita intellettuale notevole. Rappresentanti di quest'epoca sono i bb. Goffredo di Capenberger (m. nel 1127), Gilberto di Neuffontaines (m. nel 1152), Evermodo (m. nel 1174), Federico di Mariengaarde (m. nel 1175), Isfrido (m. nel 1204), Ermano di Giuseppe (m. nel 1241), Bronislava (m. nel 1252) e Gertrude di Altenberg (m. nel 1277); gli scrittori Anselmo di Havelberg (m. nel 1158), Filippo di Harving (m. nel 1183), Adamo Scoto (m. nel 1212), Zaccaria Crisopolitano (sec. XII). A Parigi, nel 1252, l'Ordine aprì un collegio di studi. Nel 1320 si costituirono circoscrizioni, dette Circarie, onde facilitare le visite regolari.

Nel tardo medioevo anche i P. subirono un periodo di rilassamento, però nel sec. XV non mancarono tentativi di riforma. Le commende ostacolarono a lungo la ripresa, specie nella stessa casa madre: nei paesi nordici l'Ordine divenne vittima della riforma protestante, mentre in Italia, Grecia e Terra Santa si estinse del tutto. In seguito alla Riforma tridentina riuscì tuttavia ad avere una nuova riforma. Nel 1628-31 uscirono nuovi statuti; monasteri e chiese furono restaurati nello splendore dell'arte barocca; collegi di studi sorsero a Salamanca (1568), Lovanio (1571), Pont-à-Mousson (1603), Colonia (1617), Roma (1618) e Praga (1637). Nel corso della Riforma i P. spagnoli e la congregazione forense e antiqui rigorosi tentarono distaccarsi dall'osservanza comune. Nel 1750 Benedetto XIV riconfermò il privilegio delle parrocchie per i P. e nel 1751 il Terz'ordine premostratense assunse una forma organizzata.

P. insignì di quest'epoca: fra i martiri di Gocrum, Adriano Beckam e Giacomo Lacoupe; Nicola Pseauem (m. nel 1575), vescovo di Verdun e zelatore della Riforma tridentina, l'aggiunto C. van der Sterre (m. nel 1652), gli storiografi dell'Ordine J. Lepaigne (m. nel 1650) e Ch. L. Hugo (m. nel 1739), il teologo G. Hirnheim (m. nel 1679), gli scrittori L. Goffredo (m. nel 1719) e G. Lienhardt (m. nel 1783). I P. pubblicarono a Tangerolo il vol. LIII degli Acta SS. La Rivoluzione Francese e la secolarizzazione in Austria, Germania, Polonia e Spagna inflissero all'Ordine gravissimi danni; cessò quindi il vincolo dell'organizzazione. Però il sec. XIX vide una nuova ripresa che divenne particolarmente feconda nel Belgio, mentre l'organizzazione esterna è dovuta in prevalenza agli sforzi dei P. in Boemia e Austria (1869-83). Nel 1937 l'abate generale stabilì la residenza a Roma e l'ultima redazione degli statuti avvenne nel 1947. L'abito dei P. è di lana bianca.

Il spiritualità. - I P. uniscono la vita contemplativa a quella attiva del ministero pastorale; la loro spiritualità quindi manifesta una tendenza verso la vita

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(per carteia del can. A. Hubert)
Pretmostratensi - Ufficio corale nell'abbazia di Tongerloo.

pratica, le cui fonti sono la liturgia, la S. Scrittura e l'esperienza sacerdotale; idee fondamentali: imitazione di Cristo nella povertà, carità, ospitalità; si aggiunge la devozione verso la Croce, l'Eucaristia e Maria.

Il Liturgia. - Nel sec. XII i P. usavano quella romana (renata) con elementi cistercensi e cluniacensi, che influenzarono la liturgia dei Domenicani; negli anni 1618-22 fu adottata in gran parte la liturgia romana.

IV. ORGANIZZAZIONE

Abate generale, eletto a vita, a abati definitori, 4 assistenti dell'abate generale. Il Capitolo generale ha luogo ogni 6 anni. I professi sono 1500 in Circarie (austriaca, brabantica, boema, francese, ungherese) e in nuove fondazioni negli Stati Uniti ed in Germania; 7 sono i monasteri del Second'ordine; alla testa delle Circarie vi sono vicari general

i. Hanno inoltre missioni nel Congo belga, in India, Brasile ed in Danimarca; varie forme dell'apostolato sono: la Messa riparatrice, la Crociata eucaristica, la missione delle Cappelle ambulanzi nella diaspora germanica, ecc

Vedi tav. CXXXII.
Bibl.: J. Lepaigne, Biblioth. Praemonstr. Ord., Parigi 1633; Ch. L. Hugo, Sacri ac candidi Ord. praemonstr. annales, 2 voll., Nancy 1734-36; G. Lienhardt, Ephemerides hagiologica Ord. divini Praemonstrantesis..., Augusta 1764; F. Winter, Die Prämonstrater in 12. Jahrh. und ihre Bedeutung für das nordöstl. Deutschland, Berlino 1865; L. Goovaerts, Ecrivains, artistes et savants de l'Ordre de Prémontré, Bruxelles 1890-1914; R. van Waefelgem, Les premiers statuts de l'Ordre de Prémontré, in Anales de l'Ordre de Prémontré, Parigi 1927; H. Heijman, Untersuchungen über die Prämonstratersegeschichten, Tangerolo 1938; R. V. Waefelgem, Répertoire des sources imprimées et manuscrits relatifs à l'hist. et à la liturg. des monast. de l'Ord. de Prémontré, Bruxelles 1930; B. Grassl, Der Prämonstraterserorden, seine Gesch. und seine Ausbreitung bis zur Gegemart, in Anal. Praemons-trat., 10 (1934), appendice; A. Erens, s. V. Prémontrés, in DThC, XIII, coll. 2-31; M. Fitzhum, Die Christologie der Prämon-strater, in 12. Jahrh., Plan 1939; G. Schreiber, Prämonstraten-schriften des 12. Jahrh., in Anal. Praemonstr., 16 (1940), p. 41 sgg.; 17 (1941), p. 3 sgg.; F. Petit, La spiritualité aux XIIe et XIIIe siècles, Parigi 1947; C. Derenie, Les origines de Prémontré, in Rev. d'hist. ecclés., 42 (1947), pp. 352-78; id., Le premier Ordo de Prémontré, in Rev. bénédict., 58 (1948), p. 84 sgg.; P. Lefèvre, La liturgie de Prémontré, in Ephém. Liturg., 62 (1948), p. 19 sgg.; N. Backmund, Monasticon Praemonstr., I, Straubing 1940; H. M. Colvin, The White Canons in England, Oxford 1951. Rivista dell'Ordine: Anal. Praemonstr., Tangerolo dal 1925.