trova in Polonia, mentre quasi tutto il territorio della diocesi si trova nella Repubblica Sovietica di Ucraina.
La prima notizia del vescovato orientale a P. si ha nel 1218, quando il metropolita di Kiev mandò in questa città il vescovo Antonio (Dobrinka Jadrenković). La diocesi di Sambor fu unita a P. nel 1422, ed essendo negli anni 1668-75 Sanok la residenza dei vescovi di P., anche quel nome fu inserito nel loro titolo.
Con tutta la metropolia di Kiev, anche il vescovato di P. cadde nello scisma. Soltanto molti anni dopo l'unione di Brest-Litovsk (1595) il vescovo di P. Innocenzo Vinickyi aderì all'unione, dapprima privatamente nel 1681, e poi pubblicamente nel 1692. Da quel tempo si ha ininterrotta la serie di vescovi cattolici, fino alla recente distruzione della diocesi dopo la seconda guerra mondiale.
Nel 1807, essendo stata elevata la diocesi di Leopoli a metropolitana, P. divenne sua suffragana. Nel 1934 furono da P. staccati 9 decanati per formare una nuova amministrazione apostolica di Lemkivščina. Dopo la seconda guerra mondiale, la frontiera fra Polonia e Russia tagliò la diocesi in due. Dalla parte polacca i cattolici orientali, essendo ucraini, furono «rimpatriati» e deportati in Russia. Il 25 giugno 1946 venne deportato anche il vescovo mons. Giosafat Kocyloskyj, il quale durante il viaggio verso l'Oriente morì a Kiev. Così nella Polonia d'oggi quasi non esistono più cattolici orientali e il vescovato di P. è praticamente distrutto.
Statistiche (prima della distruzione): cattolici orientali 1.159.380, chiese 1268, parrocchie 640, sacerdoti diocesani 659. Un vescovo eminente fu Julian Peleš, teologo e scrittore, morto nel 1896. Chiese importanti a P. la cattedrale di S. Giovanni Battista del sec. XVIII; a Sambor la chiesa greca del sec. XVIII.