PROCESSO E MARTINIANO, SANTI, MARTIRI

PROCESSO e MARTINIANO, santi, martiri. - Secondo P. Franchi de' Cavalieri, la loro pretesa qualifica di carcerieri degli apostoli Pietro e Paolo, indicata nella Passio leggendaria, avrebbe avuto origine dalla falsa interpretazione della nostra scena della cattura di s. Pietro per opera di due soldati nei sarcofagi cristiani (v. illustrazioni, vol. IX, coll. 1415, 1478).

Il Martirologio geronimiano li ricorda al 2 luglio «in cimiterio eorumdem, via Aurelia miliario secundo». Nel sec. VII l'itinerario detto Notitia ecclesiarium indica loro sepoltura sub terra e invece una Lucina in superiori nel-l'itinerario inserito nei Gesta regum Anglorum sono additati in basilica (R. Valentini - G. Zucchetti, Codice topografico della città di Roma, II, Roma 1942, pp. 152). Nel Praedestinatus (Haer. 96: PL 53, 616) si narra che un prete tertullianista al tempo dell'imp. Eugenio (392-94) si impossessò della chiesa dei SS. P. e M. con il pretesto che detti Santi erano della Frigia, ma dovette restituire la chiesa e riparare a Cartagine (cf. Cod. Theodos., XVI, 5, 40, legge emanata il 2 febbr. 407). Gregorio Magno vi recitò una omelia (PL 76,1232). Pasquale I (817-24) trasportò le loro reliquie in S. Pietro dove eresse in loro onore un oratorio all'estremità del tran-setto sud e lo arricchì di preziosi doni (Lib. Pont., ed. Duchesne, II, p. 58), rinnovati da Leone IV (ibid., II, p. 114). Gregorio III (731-41) ne rifece il tetto (ibid., I, p. 419). La parte del tetto sopra l'oratorio fu risarcita da Adriano IV (ibid., II, p. 395). Il cimitero venduto dal 1672 in poi; esso si estende sotto la Villa Pamphili, come l'identificò nel 1879 E. Stevenson (G. B. De Rossi, Bull. arch. crit., 2a serie, 6 [1881], p. 104) il quale nel 1889 rinvenne un antico descenso immettente in una regione cimiteriale a grandi gallerie regolari. Nel pavimento della basilica di S. Martino ai Monti venne copiato il frammento d'un carme che A. Silvagni ha pubblicato; esso fu trascritto nel sec. XVI e com-mentato da G. B. De Rossi il quale vi riconobbe la menzione del martire Martiniano, l'accenno ad un descenso e il ricordo d'un presbitero Marciano.

BIBL.: Acta SS. Iulii, I, Parigi 1867, pp. 266-71; P. Franchi de' Cavalieri, Hagiographica (Studi e testi, 19), Roma 1908, p. 97 sgg.; id., Come i s. P. e M. divennero i carcerieri dei principi degli Apostoli (ibid., 22), ivi 1909, pp. 35-39; J. P. Kirsch. Le memorie dei martiri sulle Vie Aurelia e Cornelia, in Miscell. F. Ehrle, II (ibid., 38), ivi 1924, pp. 71-74; Martyr. Hieronymianum, p. 347 sgg.; Martyr. Romanum, p. 266; A. Silvagni, La topogr. cimiter. della Via Aurelia ed un'ined. epigrafe storico-frammentaria del cimiti. dei s. P. e M., in Misc. G. P. Kirsch, Roma 1932, pp. 233-48. Enrico Joni