PROPIZIATORIO (EBR. HAPPÖRETH, SETTANTA 1237-1238)

PROPIZIATORIO (ebr. happöreth, Settanta 1237-1238). - Lamina d'oro che ALLEANZA (v.). Di spessore imprecisato, misurava due cubiti e mezzo (= ca. m. 1,31) di lunghezza e uno mezzo (= m. 0,78) di larghezza (Ex. 25, 17; cf. 26, 34; 30, 6; 31, 7; 37, 6).

Alle estremità laterali erano collocati due cherubini d'oro battuto, forse genuflessi, volti l'uno verso l'altro, e alle spigole sul p. e lo sguardo abbassato verso la sua parte centrale (ibid. 25, 18 sgg.; 37, 7 sgg.), dove si concepiva presente la maestà di Jahweh (Num. 7, 89).

Molto si è discusso sul significato e sulla funzione del p., concepito spesso come una semplice chiusura dell'arca. Pare, invece, che il nome happöreth sia derivato dall'oggetto dalla pratica espiatoria compiuta su di esso nel giorno di kippur o espiazione (kipper «espiare», «prufricare»); onde i Settanta avrebbero tradotto sostanzialmente bene con l'1237-1238 (strumento, mezzo di espiazione o propiziazione), che le antiche versioni latine hanno reso con propiziatori. I Settanta, che in Ex. 25, 17 fanno sentire la forza aggettiva di l'1237-1238 (1237-1238; l'1237-1238), l'usano poi abitualmente come sostantivo neutro (ibid. 25, 18-22; 31, 7; 35, 12; 38, 5-8; Lev. 16, 2, 13 sgg.; Num. 7, 89 ecc.).

Nel giorno dell'espiazione il sommo sacerdote assegnava il p. prima con il sangue di un gioventù, poi con quello di un capro (Lev. 16, 11-15). L'importanza che si annetava al p. è insinuata anche dall'espressione beth hakkappöreth («a casa del p.»: I Par. 28, 11), per indicare il Santissimo. Anche l'Epistola agli Ebrei (v.), descrivendo l'Tabernacolo (Hebr. 9, 1-5), fa convergere tutto verso il p., adombrato dai cherubini (9, 5).

Il significato dei riti compiuti sul p., quasi punto mezzo di contatto dell'umanità peccatrice con Dio, spiega perché s. Paolo (Rom. 3, 25) esprima con l'1237-1238 la funzione mediatrice ed espiatrice di Cristo. La Volgata con propiziario ha fatto scomparire la probabile allusione al p. del tabernacolo mosaico.

BIBL.: H. Lesêtre, Proprietaire, in DB, V. col. 74 sgg.; G. A. Deissmann, Mercy seat, in Encyclopaedia Biblica, III, coll. 3027-33; A. Deissmann, "L'1237-1238", und "L'1237-1238", eine lexikalische Studie, in Zeitschrift für die neutestamentliche Wissenschaft, 4 (1903), pp. 193-212; A. Médébielle, Expiation, in DB, III, col. 51 sgg.; J. Herrmann, "L'1237-1238", in C. Kittel, Theologisches Wörterbuch zum neuen Test., III, Stockholm 1930, p. 319 sgg.; F. Büchsel, "L'1237-1238", ibid., pp. 321-324; P. Heinisch, Das Buch Exodus, Bonn 1934, p. 201 sgg.; A. Clamer, Le Lévitique (La Sie Biblie di L. Pirot - A. Clamer, Paris 1940, p. 50 sgg.).