PROTRO. - Si chiama p. un piccolo corpo di fabbrica addossata all'ingresso di una costruzione chiesastica, di un quadriportico o di un portico, nella forma più semplice costituito da una volta sorretta due o più pilastri o colonne.
Gli esempi più antichi di p. si incontrano nell'architettura orientale dei primi secoli del cristianesimo. Risale al sec. V quello della chiesa di Egmiadzin costituito da una torretta addossata al prospetto dell'edificio. Anche il lato a ridosso della facciata del quadriportico dell'antica Basilica Vaticana, nelle ricostruzioni ideali che si hanno di quell'edificio, doveva avere un p. Questo ad ogni modo, in Italia, appare già nella chiesa dei SS. Marini a Cimitile nel sec. VIII e quindi si diffonde con larghezza durante il periodo romanico. E ciò non solo negli esempi caratteristici e semplicissimi delle chiese romane di S. Prassede, S. Maria in Cosmedin, S. Clemente e S. Cosimato, ove il p. doveva avere veramente funzione protettiva per chi si intratteneva fuori della chiesa, o esser, quando il p. era a due ordini, il luogo dove si poneva il guardiano che custodiva l'ingresso della chiesa, ma anche in quelli dell'Italia settentrionale ove, come a Cremona, a Piacenza, a Modena, a Bergamo, a Ferrara, a Verona, ecc., assunse dignità di elemento decorativo destinato a dare imponenza all'ingresso della costruzione. In tale senso fra i più belli sono quello del S. Ciriaco d'Ancona, opera del sec. XIII, e quello della porta del fianco della parrocchiale di S. Quirico d'Orcia, le cui cariatidi che sostengono la breve volta sono da assegnare alla scuola di Giovanni Pisano. - Vedi tav. IV.