Figlia dell'imperatore Arcadio, n. il 19 genn. 399, consacrò a Dio la sua verginità inducendo a ciò anche le due sorelle; e pur vivendo nella corte, menò vita austera in preghiera ed opere di bene. Il 4 luglio 414, dopo la morte del padre, fu acclamata Augusta e reggente del piccolo fratello Teodosio II, assunto all'Impero, al quale diede in sposa Atenaide, da lei stessa convertita al cristianesimo, che prese il nome di Eudocia. Molto si adoperò nel costruire chiese, ospedali, ospizi per i pellegrini, monasteri e soprattutto per il buon andamento dei Concili di Efeso e di Calcedonia, meritandosi lusinghieri elogi da s. Leone Magno e da tutti gli storici antichi. In contrasto con il fratello imperatore, mal consigliato dai cortigiani, per qualche tempo fu costretta a vivere appartata; ma morto Teodosio (450) senza eredi, P. fu riconosciuta imperatrice. Si associò tosto il vecchio senatore Marciano che poco dopo sposò, dietro promessa di conservare la sua verginità. Eppur allora la corte dai malvagi consiglieri di Teodosio, cominciando da Crisafo, causa prima di tutte le cattive azioni del defunto Imperatore. M. il 10 sett. 453, lasciando tutti i suoi beni privati ai poveri; fu sepolta nella chiesa degli Apostoli.
PULCHERIA, SANTA
BIBL.: Sozomeno, Hist. eccl., IX, 1-3; Tillmont, XV, pp. 171-84; Acta SS. Septembris, III, Parigi 1868, pp. 503-40; Synax. Constantinop., coll. 33 sq., 871 sq.; Martyr. Romanum, p. 390. Agostino Amore