Dopo un vago proposito giovanile di darsi al sacerdozio, frequentò i corsi di legge a Coimbra, dove si diede a uno studio appassionato delle ideologie progressiste, con interessi molteplici di culture straniere, la tedesca in primo luogo. Passato al socialismo, se ne fece propaganda, e nel 1890, con la sua poesia, il suo primo libro, "La poesia del socialismo" (1865), è stato pubblicato da "La Poesia del Socialismo" (1871), con la prima delle quali diede il colpo mortale al romanticismo (ancora vegetante sotto la guida del vecchio poeta cieco Castilho), e con le seconde introducendo nella vita portoghese tendenze e gusti e progressi i tipici del secondo Ottocento, con tentativi di conciliazione tra materialismo e spiritualismo. Fra le sue idee più caratteristiche è quella dell'iberismo, cioè di una fusione delle due nazioni della penisola in una repubblica liberale. Amareggiato dal contrasto fra i suoi ideali e la realtà quotidiana, gravemente pregiudicato nella salute dell'eccesso di attività e dall'intensità di vita interiore, ritirato nella meditazione filosofica in una sensazione pessimistica delle cose, si suicidò.
La poesia di Q., che, perduta la fede, sente pure il bisogno di averne una, realizza una singolare trasformazione di un mondo di idee in un mondo di arte. Il tormento interiore di Q. si placa nella sua lirica, in versi cristallini e perfetti, specialmente nelle ultime composizioni, quelle delle Odes modernas e, soprattutto, dei Sostenos: egli riporta il sonetto all'altezza a cui lo aveva innalzato tre secoli prima Camões. Famosi, tra i sonetti, quelli in cui si rivela l'esigenza di religiosità, talora anche in un senso tendenzialmente cattolico, dello spirito del poeta: Ideal, A Virgem Santissima, Na mão de Deus.
Giuseppe Carlo Rossi