QUENTIN, HENRI

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QUENTIN, HENRI. - Storico e critico benedettino, primo abate della pontificia abbazia di S. Girolamo in Urbe, n. a St-Thierry, in diocesi di Reims (Francia), il 7 ott. 1872, m. a Roma il 4 febbr. 1935. Trascorse alcuni anni nel Seminario diocesano, poi entrò (1894) nell'abbazia di Maredsous (Belgio), ove fece professione il 6 ott. 1895. Passò nell'abbazia di Solesmes (Francia) il 6 sett. 1897 e fu ordinato sacerdote il 10 maggio 1902. Si dedicò allo studio delle collezioni conciliari e insieme alle questioni agiografiche, sulle quali pubblicò due volumi che lo misero in evidenza nel campo della critica dei testi. Istituita a Roma la Commissione per la revisione della Volgata (30 apr. 1907), sotto la presidenza dell'abate (poi card.) A. GASPIÈ (v.), Q. fu chiamato a farne parte.

Si recò a Parigi (1910-11) e in Spagna (1912-13) per studiare e fotografare i manoscritti più importanti della Volgata, con un apparecchio ideato appositamente da lui per la Commissione. Durante la guerra del 1914-18 visse di nuovo a Parigi senza interrompere i suoi lavori. Ritornato a Roma, ne diede il frutto preparando nel palazzo di S. Callisto in Trastevere, sede della Commissione per la Volgata, il suo noto Mémoire sur l'établissement du texte de la Vulgate (Collectanea Biblica, 6, Roma 1922), opera fondamentale per l'andamento futuro della revisione stessa ed anche per lo sviluppo degli studi di critica testuale. Secondo i principi stabiliti in questo libro, pubblicò, sotto il suo nome, i due primi volumi della versione geronimiana criticamente stabilita: Lib. Genesis (Roma 1926), Lib. Exodi et Levitici (ivi 1929).

Nel frattempo, Q. era divenuto membro effettivo della Pont. accademia romana di archeologia (23 giugno 1923) e aveva iniziato (1926) lezioni di storia ecclesiastica, di agiografia e di liturgia nel Pont. istituto di archeologia. Il 6 febbr. 1930 fu nominato, da Pio XI, relatore generale della sezione storica della S. Congregazione dei Riti, allora istituita. Con H. Delehaie (v.) curò l'edizione critica del Martirologio geronimiano, pubblicata negli Acta SS. Novembris, II, II (Bruxelles 1931).

Il 21 ott. 1933 si trasferiva dall'abbazia dei SS. Mauro e Maurizio di Clervaux (Lussemburgo) all'abbazia di S. Girolamo in Urbe, fondata con la bolla Inter praecipuas del giugno 1933, con un gruppo di monaci ai quali era affidata da Pio XI la cura di proseguire il lavoro di revisione della Volgata, sotto la direzione di Q. Nominato abate del nuovo pontificio monastero il 10 marzo 1934, vi morì improvvisamente meno di un anno dopo.

Di un'erudizione straordinaria, critico acuto e profondo, specialmente nello studio dei manoscritti, destinò l'attenzione dei dottori sulla necessità di principi rigidi, per non spalancare le porte all'elemento soggettivo della critica interna. Stabili, per la revisione della Volgata, un metodo di classificazione dei manoscritti e delle edizioni che, dopo polemiche, fu generalmente ammesso dai dottori.

Oltre le importanti opere suddette, e molti articoli in riviste (specialmente in Revue bénédictine), in miscellanee e in enciclopedie, pubblicò: Jean Dominique Mansi et les grandes collets, concili, étude d'hist. litt. (Parigi 1900); Les martyrol. hist. du moyen âge. Etude sur la formation du Martyrol. romain (ivi 1908); Boninus Monumentis. Sanctarium seu vitae Sanctorum (ivi 1910), in collaborazione con D. Brunet; Notice histor. sur l'abbaye de Solesmes (Tours 1924); Essai de critique textuelle (Parigi 1926).

BIBL.: C. Mohlberg, Commemoraz. dell'abbate Dom E. Q., in Rend. della Pont. acc. rom. di archeol., 11 (1935), pp. 13-39; A. Pelzer, in Rev. d'hist. ecclés., 31 (1935), p. 489.

Pietro Salmon