Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Patrologia Padri, scrittori ecclesiastici sino a tutto il sec. VIII, opere anonime

QUICUMQUE VULT

English Cita

ATANASIANO (PSEUDO), SIMBOLO rimanda qui.

Noto anche come: inglese: Athanasian Creed, Pseudo-Athanasian Creed; latino: Quicumque vult salvus esse, Symbolum Athanasianum, Symbolum Quicumque, Quicunque vult

QUICUMQUE VULT. - Simbolo entrato nel Breviario romano col nome di Simbolo Atanasiano, perché ritenuto per qualche tempo composizione di s. Atanasio.

Il testo latino, tramandato da manoscritti del sec. VIII, è l'originale, mentre il testo greco è una traduzione. Su questo la critica moderna è concorde; sono diverse invece le opinioni nel determinare la data della composizione e l'autore. Scartata l'antica opinione, che già nel sec. VII lo attribuiva a s. Atanasio, gli studiosi tentarono di scoprire fra i Padri latini il vero autore. Nel sec. XVII J. Anselmi pensò per primo a Vincenzo di Lérins; opinione ripresa e rafforzata due secoli dopo da G. D. W. Ommaney; e, sebbene impugnata fin da principio da B. Montfaucon, non mancò di avere seguaci fino ai nostri giorni. Da altri si pensò a Onorato di Arles (m. nel 429), Ilario di Arles (m. nel 449), Fulgenzio di Ruspe (m. nel 533), Cesario di Arles (m. nel 542), Martino di Braga (m. nel 580 ca.), Eusebio di Vercelli (m. nel 371 ca.), Ambrogio di Milano (m. nel 397).

Un passo decisivo per determinare il tempo e il luogo della scomparsa del Simbolo fu fatto da dom G. Morin, che segnalò Cesario di Arles come primo testimone di questa formola di fede, fissando come termine ante quem l'anno 542. Grazie al ritrovamento recente (1940) dell'opuscolo Excerpta Vincentii Lirinenis, oggi si può precisare che alcuni articoli caratteristici del Q. v. si ritrovano originariamente in quello scritto. Con questo si conferma notevolmente l'opinione di vedere a Lérins la culla del Q. v. Vincenzo di Lérins è dunque in vantaggio su tutti i Padri che possono entrare a confronto, riguardo alle formole venute a ingrossare il Q. v. Singolarmente la parte più tipica in materia di cristologia si trova compresa in quello che di più personale Vincenzo ha nei suoi Excerpta. Egli è dunque il precursore più immediato del Q. v. Inoltre testimonianza sicura dell'esistenza del Simbolo si ha in una omelia di s. Cesario di Arles, e precursore immediato di lui è s. Vincenzo di Lérins. Così i limiti entro cui lentamente si elaborò il Q. v. stanno fra il 542, data della morte di s. Cesario, e gli anni 434-40, data della pubblicazione degli Excerpta. Forse non è arrischiato fissare questa data nella seconda metà del sec. v.

Nella liturgia il Q. v. si legge a Prima nella festa della S.ma Trinità e nelle domeniche minori dopo l'Epifania e la Pentecoste, quando nell'Ufficio della domenica non si fa nessuna commemorazione di un doppio o di una ottava.

Bibliografia8 opere
BIBL.: C. P. Caspari, Ungedruckte... Quellen zur Geschichte des Taufsymbols..., Cristiania 1875; A. E. Burns, The Athanasians Creed and its early commentaries (Texts and Studies, 19, Cambridge 1896; K. Künste, Antipriscilliana, Dogmengercheltl. Untersuch. und Texte aus dem Streite gegen Priscillismus Irelehre, Friburgo in Br. 1905, p. 205 32; Theolog. Revue, 5 (1906), pp. 201-205; G. Morin, L'origine du Symbole d'Athanasse (émoignage inédit de St Cénaire d'Arles, in Rev. béuéd., 44 (1932), pp. 207-219; V. Laurent, Le Symbole Q. et l'Eglise byzantine, in Echos d'Orient, 35 (1936), pp. 385-404; K. J. Madoz, Excerpta Vincentii Lirin. (Estud. Orienses, 1ª serie, 1), Madrid 1940, pp. 63-90; E. Schiltz, La comparaison du Symbole Q. v., in Ephem. theol. Louv., 24 (1948), pp. 440-54.

Giuseppe Madoz

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 411–412.

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vol. 10, coll. 411–412

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Madoz, Giuseppe. “Quicumque Vult.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 411–412. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/quicumque-vult.

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Madoz, Giuseppe. “Quicumque Vult.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 411–412. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/quicumque-vult.

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