QUIRICO E GIULITTA, SANTI, MARTIRI

QUIRICO e GIULITTA, santi, martiri - Senese di martirio dei ss. Q. e G. Affresco della chiesa di S. Maria Antigua (741-52) - Roma.

Mantova, G

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(du W'deri, Nuestion, tav. 50)
Quinico e GiuliTTA, santi, martiri - Scene di martirio dei ss. Q. e G. Allresco della chiesa di S. Maria Antiqua (741-32) - Roma.

ianfrancesco Gonzaga e Isabella d'Este. Con questa famiglia e con altre case principesche ebbe relazione, e dappertutto recò il profumo della sua grazia verginale. Stette in rapporti col b. Matteo Carreri, con s. Angela Merici e la b. Osanna Andreasi, e fu maestra e consigliera di persone d'ogni condizione. Tornata a Soncino, fondò un monastero femminile intitolato a Paolo e s. Caterina, che Giulio II approvò nel 1512. Benedetto XIV nel 1740 ne confermò il culto e il titolo di beata.

BIML.: P. De Micheli, La b. S. Q., terziaria domenicana, Soncino 1930; P. Guerrini, La legenda volgare della b. S. O. dal cod. Vat. Urb. 1775, in Memorie storiche della diocesi di Brescia, I (1930), pp. 1 sgg., con ampia bibl.; id., Carteggi mistici domenican dei 500, Firenze 1937, pp. 1-37; A. Cistellini, Figure della riforma pretridentina, Brescia 1948, pp. 36-46, 175-97. Antonio Cistellini

QUIRICO e GIULITTA, santi, martiri. - Alquanto oscure sono le notizie che li riguardano.

Nel Martirologio geronimiano sono commemorati il 16 giugno come martiri di Antiochia, insieme con altri 404; nel Sinassario di Costantinopoli, nel Calendario di Napoli e nel Martirologio romano, sono invece ricordati il 15 luglio e come martiri di Tarsos in Cilicia. Un'omelia di S. Basilio poi (PG 31, 237-41) ricorda una G. martire Cesarea in Cappadocia, ma senza alcun accenno a Q. Il loro culto, specialmente del solo Q., fu molto diffuso nell'antichità sia in Oriente come in Occidente. Anche la loro Passio fu molto divulgata e tradotta in varie lingue, ma fin d'allora era ritenuta apocrifa e sospetta poche fure proscritta dal cosiddetto Decreto gelasiano. La redazione che oggi si conosce, diversa dalla primitiva, è un insulso romanzetto infarcito dei soliti incredibili luoghi comuni, con discorsi e sorprendenti miracoli, e con l'aggravante di essere attribuiti ad un bimbo di soli tre anni, quale sarebbe stato Q.

BIML.: Acta SS. Junii, IV, Parigi 1867; pp. 13-30; Synax. Constantinopol., p. 821; H. Delehaeye, Les origines du culte des martyrs, 2a ed., Bruxelles 1933, p. 167 sgg.; Martyr. Hieronymianum, p. 321; Martyr. Romanum, p. 240. Agostino Amore