REIMS, ARCIDIOCESI DI

REIMS, Arcidiocesi di. - Arcidiocesi e città capoluogo del dipartimento della Marna, sulla riva destra della Vesle; è circondata da colline coltivate a viti.

L'arcidiocesi corrisponde in parte al dipartimento della Marna e in parte a quello delle Ardenne con una superficie di 5423 kmq. Ha una popolazione di 429.477 ab. dei quali 322.107 cattolici, distribuiti in 614 parrocchie servite da 456 sacerdoti diocesani e 66 regolari; ha grande e piccolo seminario; 13 comunità religiose maschili e 81 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 337). Ha per suffragane le diocesi di Châlons, Soissons, Amiens, Beauvais. Patrono della archiei di Gesù e R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R.

REIFFENSTUEL, Anacleto. - Canonista e teologo, dell'Ordine dei Frati Minori, n. a Tegernsee, in Baviera, il 2 luglio 1641, m. a Frisinga il 5 ott. 1793. Insegnò filosofia, teologia e diritto canonico nelle scuole interne dell'Ordine, conseguendo il titolo di lettore emerito. Dal 1683 tenne la cattedra di diritto canonico nella morte. Scrisse: Abhandlungen von den Vormehnten Wahrheiten der natürlichen Religion (Amburgo 1775), e soprattutto: Apologie oder Schutzeschrift für die vernünftigen Verehrer Gottes, che non pubblicò, ritenendola opera superiore alla mentalità del suo tempo. Morto R. il Lessing ne pubblicò importanti frammenti con il titolo: Fragmente des Wolfenbüttelschen Ungenannten (1774-78), che trattano della tolleranza verso i deisti; della cattiva abitudine di screditare la ragione sul pulpito; dell'impossibilità di ammettere il passaggio del Mar Rosso da parte degli israeliti; dell'impossibilità di trovare una religione nel Vecchio Testamento; delle contraddizioni nei racconti della Risurrezione di Cristo; dello scopo di Gesù e dei suoi discepoli. Secondo R., Gesù non predicò che l'avvento del Regno dei cieli; i miracoli furono inventati dai discepoli del Nazareno, che era morto disperato sulla Croce. Le idee di R. suscitarono ardenti discussioni in Germania.

BIBL.: C. Mönckeberg, R. und Edelmann, Amburgo 1867; H. Richardt, Darstellung der moralphilosoph. Gedanken des R., Lipsia 1906; B. Brandl, Die Überlieferung der «Schutzeschrift», Pilsen 1907; A. Meyerberg, Leben Jesu-Wer, II, Lucerna 1926, pp. 160-206; J. Engert, s. V. in LTHK, VIII, coll. 738-39. Leone Cristiani

REIMS, Arcidiocesi di. - Arcidiocesi e città capoluogo del dipartimento della Marna, sulla riva destra della Vesle; è circondata da colline coltivate a viti.

L'arcidiocesi corrisponde in parte al dipartimento della Marna e in parte a quello delle Ardenne con una superficie di 5423 kmq. Ha una popolazione di 429.477 ab. dei quali 322.107 cattolici, distribuiti in 614 parrocchie servite da 456 sacerdoti diocesani e 66 regolari; ha grande e piccolo seminario; 13 comunità religiose maschili e 81 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 337). Ha per suffragane le diocesi di Châlons, Soissons, Amiens, Beauvais. Patrono della archiei di Gesù e R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R. R.

REIFFENSTUEL, Anacleto. - Canonista e teologo, dell'Ordine dei Frati Minori, n. a Tegernsee, in Baviera, il 2 luglio 1641, m. a Frisinga il 5 ott. 1793. Insegnò filosofia, teologia e diritto canonico nelle scuole interne dell'Ordine, conseguendo il titolo di lettore emerito. Dal 1683 tenne la cattedra di diritto canonico nella morte. Scrisse: Abhandlungen von den Vormehnten Wahrheiten der natürlichen Religion (Amburgo 1775), e soprattutto: Apologie oder Schutzeschrift für die vernünftigen Verehrer Gottes, che non pubblicò, ritenendola opera superiore alla mentalità del suo tempo. Morto R. il Lessing ne pubblicò importanti frammenti con il titolo: Fragmente des Wolfenbüttelschen Ungenannten (1774-78), che trattano della tolleranza verso i deisti; della cattiva abitudine di screditare la ragione sul pulpito; dell'impossibilità di ammettere il passaggio del Mar Rosso da parte degli israeliti; dell'impossibilità di trovare una religione nel Vecchio Testamento; delle contraddizioni nei racconti della Risurrezione di Cristo; dello scopo di Gesù e dei suoi discepoli. Secondo R., Gesù non predicò che l'avvento del Regno dei cieli; i miracoli furono inventati dai discepoli del Nazareno, che era morto disperato sulla Croce. Le idee di R. suscitarono ardenti discussioni in Germania.

BIBL.: C. Mönckeberg, R. und Edelmann, Amburgo 1867; H. Richardt, Darstellung der moralphilosoph. Gedanken des R., Lipsia 1906; B. Brandl, Die Überlieferung der «Schutzeschrift», Pilsen 1907; A. Meyerberg, Leben Jesu-Wer, II, Lucerna 1926, pp. 160-206; J. Engert, s. V. in LTHK, VIII, coll. 738-39. Leone Cristiani

L'antico suo nome fu Durocortorum, come si legge sopra un millario; al III o IV sec. fu detta Remi o Remes. Nell'età romana fu la metropoli della Gallia Belgica, nella sua Cattedrale vennero consacrati i re di Francia. L'edificio ebbe molto a soffrire dai bombardamenti nella guerra 1914-18, come gran parte degli edifici civili e religiosi e le abitazioni; notevoli danni ebbe pure tra il 1939-1945. Il Battesimo di Clodovco avvenne il 25 dic. 496 nella Cattedrale costruita da s. Nicasio. Il Re e più tardi Carlomagno lasciarono il governo della città agli arcivescovi, ma nel sec. XII vi partecipò anche il Capitolo. L'arcivescovo Guglielmo Biancamano dei conti di Champagne accordò nel 182 una carta comunale. In seguito alle nozze di Enrico V con la figlia di Carlo VI la casa di Borgogna occupò la città, cacciandone l'arcivescovo Reginaldo di Chartres che vi rientrò. Non si conosce alcun catalogo degli arcivescovi di R. anteriore al sec. XI. Il più antico, fino all'arcivescovo Gervasio (1055-67), è un libro liturgico di Arras, ora nella Biblioteca di Boulogne (n. 92), dove si conserva un altro manoscritto pure proveniente da Arras (n. 42), il quale giunge fino all'arcivescovo Rodolfo le Vert (1106-24), come nel ms. 4280 della Biblioteca nazionale di Parigi; mentre due manoscritti della Biblioteca di Troyes (n. 620 e H 186, ora a Montpellier) continuano fino a Enrico di Francia (1162-75); la raccolta di Roberto di Torigni va fino a Guglielmo Biancamano (1176-1202); il Paris. 8865 termina con Enrico di Dreux (1227-40). I primi due cataloghi danno il titolo di santi ai vescovi Sisto, Sinicio, Donaziano, Vivenzio, Nicasio, Remigio, Nivardo, Rieul e Regnoberto. Incarno (Opuscola: PL 126, 334) ricorda la chiesa dedicata ai due primi vescovi santi, Sisto e Sinicio, celebrati al 1° sett. Imbettasi intervenne al Concilio di Arles nel 314; Materiniano è ricordato al 30 apr.; Nicasio fu vittima di un'invasione dei Vandali nel 407 o degli Unni nel 451. Flodardo conobbe il testamento del vescovo Bennagio, in cui è menzionato anche il predecessore Barnaba. Remigio, lodato da Sidonio Apollinare (Epist., IX, 7) e da Gregorio di Tours (Gloria confessorum, 78), battezzò il re Clodovco il 25 dic. 496. Scrisse lettere a vescovi suoi colleghi (Ep., 1-4 in MGH, Epistolae, III, pp. 113-16). Il Martirologio geronimiano lo ricorda al 1° ott. Flavio fu al Concilio di Alvernia del 535; Mappinio scrisse a s. Nizario di Treviri (548-555); Egidio fu deposto a Metz nel 590 ed esiliato a Strasbourg (Gregorio di Tours, Historia Francorum, V, 18). Sonnazio fu al Concilio di Parigi nel 614 e a Clichy nel 627; Lando fu contemporaneo di Sigeberto III (634-56). Nivardo o Nivo morì nel 673; Reolo già conte di Champagne fu arcivescovo tra il 674-89; Rigoberto, all'inizio del sec. VIII, fu per qualche tempo esiliato in Guascogna; Abele ottenne il pallio del papa Zaccaria ed è detto arcivescovo nel capitolare di Pipino del 744. Gli successe il monaco Tilpino (748-94) che fu al Concilio di Roma del 760 ed ebbe incarichi dal papa Adriano I. Il suo epitafio fu dettato da Incamaro. Vulfario gli successe dopo 9 anni; egli firmò il testamento di Carlomagno, fu capo del Concilio di R. dell'8r3 e di quello di Noyon nell'814; morì poco dopo la consacrazione di Ludovico il Pio compiuta a R. da papa Stefano IV nell'ott. 816. Gli successe subito Ebo, che dopo varie vicende divenne vescovo di Hildesheim nell'847; intanto dal Concilio di Thionville (835) R. fu governata da Fucio (m. nell'843) e Notho abati di S. Remigio. Poi si ebbero: Incamaro (845-82), Fulco (883-900), Eriveo (900-22). Più tardi Actaldo (925-62), Adalberone (969-89), Gerberto (991-998) divenuto poi papa Silvestro II (999-1003), Gervasio (1055-67); quindi Rinaldo di Fellay (1083-96), Enrico di Francia (1162-75), il card. Guglielmo di Champagne (1176-1202), Aubry de Humbert (1206-18), Guglielmo de Joinville (1219-26), Giovanni di Courtenay (1266-70), Umberto (1352-55), Simone di Gramaud (1409-13), Rinaldo di Chartres (1414-44), Guglielmo Briçonnet (1499), A. Barberini (1657-71), C. M. le Tellier (1671-1710), A. de Talleyrand Périgord (1777-1801), C.-M.-J. Gousset (1840-66), J.-B. Landriot (1867-74), B.-M. Langenieux (1874-1905), L.-H. Luçon (1906-1930).

Article illustration
22. - ENCICLOPEDIA CATTOLICA. - X.

R. ha sugli altari tredici suoi arcivescovi: Sisto, Sinicio, Amanzio, Materiniano, Donaziano, Vivenzio, Nicasio, Remo, Romano, Nivardo, Rieul, Rigoberto e Abele; 18 arcivescovi ebbero la porpora, da Guglielmo Biancamano al card. Suhard, passato nel 1940 alla sede di Parigi. Il card. Carlo di Lorena ottenne nel 1547 dal papa Paolo III l'erezione dell'Università.

La cattedrale Notre-Dame, iniziata nel 1211, fu terminata ca. un secolo dopo, meno le torri ultimate nel 1480. Ne furono architetti Jean d'Orbais (1211-31), Jean La Loup (1231-47), Gaucher de R. (1247-55) Bernard de Soissons (1255-90) Robert de Coucy (1291-1311) e ancora Collard, Gilles, Jean de Dijon, Colard de Givry. Il 24 luglio 1481 fu devastata da un incendio. Fu restaurata nei secc. XVII-XIX; bombardata dal 4 sett. 1914 al luglio 1918. Le vetrate del grande rosone con la storia della B. Vergine, detta della Consacrazione (fine dei secc. XIII-XIV), sono state restaurate utilizzando i frammenti antichi. La nave centrale è a dieci campate; nel sesto pilastro a destra è il capitello de des Vendanges. La cattedrale proviene dalla chiesa di S. Nicasio, demolita dalla Rivoluzione. La facciata occidentale è un capolavoro gio-tico del sec. XIII ed è stata di recente consolidata e ristabilità con grande cura. Il piano inferiore offre cinque campi, con tre portali. Quello centrale è consacrato alla Madonna, e presenta scene della sua vita: il portale destro al Redentore trionfante, quello di sinistra alla Crocifissa. Al di sopra del portale di mezzo nel grande rosone è il combattimento tra David e Golia. Sovrasta una galleria detta della Gloria col Battesimo di Clodoveo, intorno le gallerie dei re, con personaggi reali. Delle 8 campane della torre nord sei furono distrutte; nella torre sud la campana detta Charlotte, donata dal card. di Lorena nel 1570, pesa 11.500 kg. Nel Tesoro della Cattedrale si conservano una pianeta del sec. XIII con l'albero di Jesse; ornamenti per le consacrazioni dei re Luigi XIII, XIV, XVI e Carlo X; croci bizantine, croci processionali del sec. XIII; oggetti estratti dai sepolcri dei vescovi Adalberone (m. nel 988), Gervasio (m. nel 1067); alcuni avori, un dittico del sec. XIV con scene della B. Vergine; il calice detto di St-Remy in oro, smalti, filigrane e pietre preziose della fine del sec. XII; insigni reliquiari, come quelli della s. Spina (1458) in cristallo, della Risurrezione, del sec. XV, offerto da Enrico II, di s. Sansone del sec. XII, di s. Orsola dell'inizio del sec. XVI, offerto da Enrico III.
L'antico Palazzo episcopale fu distrutto dall'incendio del 19 sett. 1914; bruciò così anche la Biblioteca e un Museo etnografico. Nel luogo si sta formando un Museo lapidario e vi si riuniscono frammenti provenienti dalle cattedrali, dalle chiese di S. Nicasio e di S. Remigio. Presso l'arcivescovo è stata costruita la Biblioteca Carneige inaugurata nel 1928. Nella sala delle esposizioni si ammirano preziosi manoscritti, come un Sacramentario georgiano del sec. IX, due Evangelii del sec. IX e uno

La chiesa di S. Maurizio è già citata nel testamento di s. Remigio, ma l'edificio attuale, che era unito al Collegio dei Gesuiti, è del periodo della rinascenza, la facciata e il campanile furono rifatti nel 1867; soffrì per un incendio nel 1943. In seguito a demolizioni, sono apparsi gli avanzi della chiesa di S. Giuliano (sec. XI). La chiesa di S. Andrea fu ricostruita in parte tra il 1925-29; anche la chiesa di S. Giovanni è moderna. Moderna è pure la basilica di S. Clotilde nel sobborgo Flechambault.

Un ipogeo cristiano fu rinvenuto nel 1738 sotto la torre della chiesa parrocchiale di S. Martino: vi si accedeva per una scala ed era decorato con pitture rappresentanti il sacrificio di Abramo e il paralitico. Detto ipogeo, situato ai lati dell'antica via detta Caesarea nel testamento interpolato di s. Remigio, è ora distrutto (E. Le Blant, Inscriptions chrétiennes de la Gaule, I, Parigi 1856, pp. 448-50).

Nella cripta di S. Nicasio fu trovato il sarcofago noto per un disegno rinvenuto tra le carte del Peiresc edito da E. Le Blant (Sarcofaghes chrétiens de la Gaule, Parigi 1886, p. 17), con le scene di Mosè che riceve la legge, il Signore che consegna la legge a s. Pietro, Giobbe; un frammento del sarcofago è oggi al British Museum (L. Demaison, Bas-relief du sarcofage de St-Nicaise, in Bulletin de la Société des Antiquaires de France, 1926, pp. 124-36).

Il museo del vecchio R. è disposto nell'antico palazzo Le Verguer, che conserva una sala gotica del sec. XIII. Vi sono raccolti documenti relativi alla Cattedrale, alle abbazie di S. Remigio, di S. Nicasio e di S. Dionigi, del Collegio dei Gesuiti, di antichi palazzi della città. Vi ha sede la «Société des Amis du vieux R.». Il Museo des Beaux-Arts occupa il luogo dell'abbazia di S. Dionigi, ricostruita sotto Luigi XV, poi Gran Seminario e dal 1908 edificio municipale. Vi si conserva una preziosa raccolta di arazzi dal sec. XV alla metà del sec. XVII; una serie di tele dipinte del sec. XIV-XVI; i ritratti dei due Cranach; la scuola francese dal sec. XVII ai nostri giorni.

A R. furono tenuti i seguenti Sinodi: nel 627-30; nel 1813; nel 991; nel 1049; nel 1119; nel 1148; nel 1408; nel 1564; un Concilio provinciale nel 1857. Vedi tav. XXXV.

Bibl.: Eubel, I, p. 419; II, pp. 222-23; III, pp. 284-85; IV, p. 295; V, pp. 323-25; Ch. Givélet, Eglise et abbaye de St-Nicaise. Reims 1897; A. Gosset, La basilique de St-Remy, 1900; A. Michel, Hist. de l'art, II, Parigi 1906, pp. 125-98, 742-64; L. Duchesne, Faites épiscopaux de l'ancienne Gaule, III, 1915, pp. 76-88; E. Moreau-Néaton, La cathéd. de R., 1915; L. Bréhier, La cathéd. de R., 1916; M. Landrieux, La cathéd. de R., 1917; L. Demaison, La cathéd. de R., 1918; L. Demaison-Robert, Inventaire sommaire des arch. d'épurés, 1918