RIARIO SFORZA, SISTO. - Cardinale, n. a Napoli il 5 nov. 1810, m. ivi il 29 sett. 1877. A soli trentacinque anni fu nominato da Gregorio XVI dapprima vescovo di Aversa, poi arcivescovo di Napoli e quindi creato cardinale, con il titolo di S. Sabina, il 19 genn. 1846.
Zelantissimo pastore, di costumi severi, resse l'arcidiocesi con mano assai ferma, mirando soprattutto alla disciplina e integrità di vita del suo clero. Fu altrettanto fermo nelle sue convinzioni politiche, di assoluta fedeltà verso la dinastia regnante, sicché, nel sett. 1860, si indusse a lasciare Napoli, come protesta per l'occupazione garibaldina. Rientrato in sede dopo breve assenza, sostenne numerosi conflitti con il nuovo governo a tutela dei diritti della Chiesa: il più aspro, dovuto alla proibizione da lui emanata di celebrare con funzioni religiose la festa dello Statuto, gli valse, il 31 luglio 1861, la espulsione dalla città. Da Civitavecchia continuò, per mezzo di vicari e mediante documenti pastorali, a governare la Chiesa napoletana, sino a che, nel 1866, poté riprenderne di persona il governo, accolto a Napoli da indescrivibili dimostrazioni di affetto popolare.
Le sue virtù episcopali luminosamente rifusero nelle epidemie coleriche del 1854-55 e del 1873, prodigandosi egli nell'assistenza ai contagiati. Fondò una biblioteca ed un liceo e promosse la costruzione della nuova facciata del Duomo. È particolarmente interessante il giudizio che diede di lui il Bonghi, nel suo libro Pio IX e il Papa futuro: pur dipingendolo « mediocre di mente e scarso di studi », ciò che non è esatto, e annoverandolo fra gli « intransigenti », lo storico liberale è costretto a riconoscere al card. R. S. il merito di avere efficacemente impedito la scristianizzazione di Napoli e di avere salvato « le parti principali dell'edificio religioso » (cioè, i diritti imprescrittibili della Chiesa) con un « ardire » superiore a quello di altri porporati e presuli del tempo.
