RIARIO, FAMIGLIA

RIARIO, FAMIGLIA. - Incominciò le sue fortune dal fatto che Paolo R. sposò Bianca, sorella di Francesco della Rovere, il futuro Sisto IV.
Dei loro due figli Pietro e Girolamo, il primo, PIETRO, fattosi frate minore, insegnò a Venezia, fu dallo zio, appena eletto pontefice, nominato vescovo di Treviso, il 4 sett. 1471, e poi creato cardinale di S. Sisto il 16 dic. 1471, sebbene non avesse che 26 anni. Tenne vita fatosa da gran signore e mecenate, grazie ai benefici di cui fu arricchito e non si mosse da Roma se non per un viaggio a Firenze, Milano, Venezia. Alla sua morte precoce, il 5 genn. 1473, aveva in amministrazione il patriarcato di Costantinopoli (dal 23 nov. 1472, dopo la morte di Bessarione), il vescovato di Valenza-Die (dal

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RIARIO, FAMIGLIA - Ritratto di Gerolamo R. Particolare delle Tentazioni di Nostro Signore. Affresco di S. Botticelli - Cappella Sistina.
25 sett. 1472) e di Spalato (dal 28 apr. 1473), gli arcivescovati di Siviglia (dal 25 giugno 1473) e di Firenze (dal 20 luglio 1473), il vescovato di Mende (dal 3 nov. 1473): aveva lasciato quello di Treviso in questo anno; numerosi pure i ricchi benefici minori, che il Papa gli aveva concesso (cfr. P. Paschini, Leonello Chieregato, Roma 1935, p. 23 sgg.).

GIROLAMO, con gli aiuti pecuniari del fratello, mirò a rendersi potente nello stato laicale. Creato conte di Bosco da Galeazzo Maria Sforza, sposò Caterina figlia naturale di lui; il Papa lo investì della signoria di Imola che per 40.000 scudi aveva riscattata dallo stesso Galeazzo e gli ottenne da Luigi XI la contea di Valenza.

Il popolo romano gli concesse la cittadinanza romana il 15 dic. 1477 e Girolamo si contenne nella città quale « Ecclesiae imperator » governandola a suo modo. Per abbassare la potenza di Lorenzo de' Medici a Firenze ebbe parte nella congiura de' Pazzi e nell'uccisione di Giuliano (26 apr. 1478), e quindi nella guerra che ne seguì, come nelle altre competizioni politiche italiane di quegli anni. Signore di Forlì il 4 sett. 1480 e capitano generale della Chiesa l'8 sett., parteggiò con gli Orsini contro i Colonna, di cui fece andare al supplizio il protonotario Lorenzo, capo della casa (30 giugno 1484). Finì ucciso a Forlì il 14 apr. 1488. La vedova Caterina riuscì per un momento a salvare la signoria per il figlio Ottaviano, finché non fu sopraffatta da Cesare Borgia.

RAFAELE, figlio di Valentina R., sorella del card. Pietro e moglie di Antonio Sansoni; più che con il cognome paterno è noto con quello dei R. Dal prozio fu creato cardinale diacono di S. Giorgio a 17 anni, il 10 dic. 1477.

Era ospite dei Pazzi, quando scoppiò la congiura contro Lorenzo de' Medici nell'apr. 1478 e corse pericolo di perdere la vita nella reazione che ne seguì. Ebbe in commenda il vescovato di Cuneo (dal 13 ag. 1479 al 1482) e l'arcivescovato di Pisa il 17 sett. 1479

che tenne sino al 1499 quando lo cedette al fratello Cesare; il vescovato di Salamanca (1482-83), quello di Tréguier (1480-83), quello di Osma (1483-93); dal 1483 fu anche camerlengo di S. Chiesa. Fu nel frattempo legato a Perugia (1478) e nelle Marche (1480-81).

Alessandro VI gli diede in commenda il vescovato di Viterbo il 24 ag. 1498 (che il R. tenne sino al 1506); ma Rafaele il 21 nov. 1499 lasciò Roma e non vi tornò che alla morte del Papa. Da Giulio II, suo zio, ebbe in commenda Arezzo (7 luglio 1508-11) e poi Savona (5 dic. 1511-16). Sotto Leone X, per essersi in qualche modo compromesso nella congiura del card. Petrucci, fu chiuso in Castello (3 giugno 1517) e sottoposto a processo; non ne uscì libero che pagando una grossa somma e rinunciando ad alcuni benefici (24 giugno). Era vescovo d'Ostia dal 20 genn. 1511 quando morì a Roma il 9 luglio 1521 e fu sepolto presso i suoi ai SS. Apostoli. Per opera sua sorse il grande Palazzo nel quale incorporò la chiesa di S. Lorenzo in Damaso e che fu poi destinato per la Cancelleria Apostolica.

ALESSANDRO R., del ceppo bolognese, uditore della Camera Apostolica, fu nominato patriarca d'Alessandria l'8 nov. 1570 e poi creato cardinale il 21 febbr. 1578 da Gregorio XIII; il 23 marzo 1580 fu inviato legato presso Filippo II re di Spagna; nel 1581 fu legato a Perugia ed in Umbria; fu prefetto della Segnatura di giustizia; m. a Roma il 18 luglio 1585.

Ultimo del ramo di Bologna fu un FERDINANDO che nel 1662 nominò suoi eredi i R.-Sforza di Napoli; da questo ramo uscì TOMMASO, n. a Napoli l'8 genn. 1782; questi tenne il governo di Forlì e poi di Pesaro-Urbino, fu maestro di Camera di Pio VII che lo creò cardinal diacono il 10 marzo 1823; come primo dei diaconi annunciò al popolo l'elezione di Pio IX; fu cardinal camerlengo e m. a Roma il 17 marzo 1857. - Vedi tav. XLIV.

BIBL.: P. D. Pasolini, Caterina Sforza. Roma 1893: Pastor, II, p. 455 e passim; III, p. 244 e passim; G. B. Picotti, La giovinezza di Leone X. Milano 1927, p. 70 e passim; P. Paschini, Roma nel Rinascimento, Bologna 1940, p. 240 e passim.

Pio Paschini

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“RIARIO, FAMIGLIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 496. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/riario-famiglia.