RIARIO, FAMIGLIA

RIARIO, FAMIGLIA. - Incominciò le sue fortune dal fatto che Paolo R. sposò Bianca, sorella di Francesco della Rovere, il futuro Sisto IV.
Dei loro due figli Pietro e Girolamo, il primo, PIETRO, fattosi frate minore, insegnò a Venezia, fu dallo zio, appena eletto pontefice, nominato vescovo di Treviso, il 4 sett. 1471, e poi creato cardinale di S. Sisto il 16 dic. 1471, sebbene non avesse che 26 anni. Tenne vita fastosa da gran signore e mecenate, grazie ai benefici di cui fu arricchito e non si mosse da Roma se non per un viaggio a Firenze, Milano, Venezia. Alla sua morte preoccò, il 5 genn. 1473, aveva in amministrazione il patriarcato di Costantinopoli (dal 23 nov. 1472, dopo la morte di Bessarione), il vescovato di Valenza-Die (dal

RIARIO FAMIGLIA - RIARIO SFORZA SISTO

che tenne sino al 1499 quando lo cedette al fratello Cesare; il vescovato di Salamanca (1482-83), quello di Tréguier (1480-83), quello di Osma (1483-93); dal 1483 fu anche camerlengo di S. Chiesa. Fu nel frattempo legato a Perugia (1478) e nelle Marche (1480-81).

Alessandro VI gli diede in commenda il vescovato di Viterbo il 24 ag. 1498 (che il R. tenne sino al 1506); ma Rafaelle il 21 nov. 1499 lasciò Roma e non vi tornò che alla morte del Papa. Da Giulio II, suo zio, ebbe in commenda Arezzo (7 luglio 1508-11) e poi Savona (5 dic. 1511-16). Sotto Leone X, per essersi in qualche modo compromesso nella congiura del card. Petrucci, fu chiuso in Castello (3 giugno 1517) e sottoposto a processo; non ne uscì libero che pagando una grossa somma e riunica di ad alcuni benefici (24 giugno). Era vescovo d'Ostia dal 20 genn. 1511 quando morì a Roma il 9 luglio 1521 e fu sepolto presso i suoi ai SS. Apostoli. Per opera sua sorse il grande Palazzo nel quale incorporò la chiesa di S. Lorenzo in Damaso e che fu poi destinato per la Cancelleria Apostolica.

ALESSANDRO R., del ceppo bolognese, uditore della Camera Apostolica, fu nominato patriarca d'Alessandria l'8 nov. 1570 e poi creato cardinale il 21 febbr. 1578 da Gregorio XIII; il 23 marzo 1580 fu inviato legato presso Filippo II re di Spagna; nel 1581 fu legato a Perugia ed in Umbria; fu prefetto della Segnatura di giustizia; m. Roma il 18 luglio 1585.

Ultimo del ramo di Bologna fu un FERDINANDO che nel 1662 nominò suoi eredi i R.-Sforza di Napoli; da questo ramo uscì TOMMASO, n. a Napoli l'8 genn. 1782; questi tenne il governo di Forlì e poi di Pesaro-Urbino, fu maestro di Camera di Pio VII che lo creò cardinali diacono il 10 marzo 1823; come primo dei diaconi annunciò al popolo l'elezione di Pio IX; fu cardinale camerlengo e m. a Roma il 17 marzo 1857. - Vedi tav. XLIV.

BIBL.: P. D. Pasolini, Caterina Sforza, Roma 1893; Pastor, II, p. 455 e passim; III, p. 244 e passim; G. B. Picotti, La gio-venezza di Leone X. Milano 1927, p. 70 e passim; P. Paschini, Roma nel Rinascimento, Bologna 1940, p. 240 e passim.