Studiò filosofia, teologia e diritto canonico a Salamanca, e vi fu poi professore. Nel 1562, eletto vescovo di Badajoz, si adoperò per l'applicazione dei decreti tri

dentini. Promosso nel 1568 patriarca di Antiochia ed arcivescovo di Valenza, si trovò a fronteggiare il fermento moresco. Dapprima tentò invano opera di conciliazione e di conversione, istituendo anche collegi per l'educazione dei giovani; poi sollecitò ed appoggiò il decreto reale di espulsione dei moriscos (1609). Da Filippo III fu nominato viceré e capitano generale di Valenza. Per il retto governo della diocesi, celebrò sette snodi, edificò chiese e fondò, per l'educazione del clero, il collegio Corpus Christi e ne dotò la Biblioteca con codici preziosi e libri rari; si conservano numerosi suoi manoscritti. Fu dichiarato beato da Pio VI il 18 sett. 1796.