Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Arte Artisti

SPAGNOLETTO, JUSEPE DE RIBERA, DETTO LO

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RIBERA, GIUSEPPE rimanda qui.

Noto anche come: spagnolo: El Españoleto, José de Ribera; Giuseppe Ribera

SPAGNOLETTO, JUSEPE DE RIBERA, detto lo. - Pittore, n. a Jativa (Spagna) il 12 genn. 1588, m. a Posillipo (Napoli) il 2 sett. 1652.

Adolescente, a Valenza fu attratto dalle opere di Francesco Ribalta, principale esponente della pittura valenzana del tempo, il quale contemperava l'innato realismo con l'insegnamento dei Carracci da lui osservati durante un viaggio in Italia. Anche il R. si recò presto in Italia; prima a Roma, dove per la vita scapigliata ricevette il nome di Spagnoletto, e poi, nel 1616, dopo aver viaggiato nell'Italia settentrionale (a Parma, a Padova e altrove) ed aver ammirato il Correggio, Tiziano, il Veronese (di cui risulta che copiasse un dipinto a Padova) e gli altri veneti, si stabilì a Napoli e vi sposò la figlia di un pittore locale e godette la protezione del viceré duca d'Osuna, e dei suoi successori. Nel 1626 fu eletto membro della romana Accademia di S. Luca. La tendenza naturalistica, a cui l'aveva indirizzato il Ribalta, si rafforza in Italia a contatto con la pittura del Caravaggio che egli peraltro interpreta personalmente, con una inusitata ricchezza di pasta cromatica, attinta forse alla pittura del Bassano, nell'ostentata contraffazione dei più minuti e sensuali particolari (cf. le figure dei pastori nell'Adorazione dei pastori [1650] del Louvre). A ciò egli aggiunge una illuminazione veemente e drammatica, in corrispondenza dei temi trattati, nei quali l'enfasi appassionata ed il cupo ascetismo (tipica la S. Maria Egiziaca della Galleria Borghese di Roma) di rado si alternano al pietismo barocco di provenienza bolognese. Alla scuola emiliana peraltro egli si accosta per le tonalità bionde e trasparenti di carattere correggesco di certi suoi dipinti, quali la S. Agnese di Dresda (1641), per le ritmiche eleganze di talune figure ispirate alla bellezza accademica del Reni, come l'Adone morto della Gall. naz. d'arte antica in Roma, l'Apollo e Marsia di Bruxelles, il S. Sebastiano dell'Ermitage, nonché per l'imbambolata dolcezza di certe Madonne.

Tali lineamenti stilistici dello S. appaiono compiutamente definiti sin dalle prime opere (i dipinti Osuna per la collegiale di Osuna in Andalusia, 1616; e quelli con le Storie della vita di s. Ignazio nel Gesù Nuovo di Napoli, nei quali predomina un correggismo temperato da modi veneti) e non subiscono mutamenti sostanziali nel corso della sua feconda attività. Creatore di personaggi vigorosamente realistici, che egli rappresenta interi o a mezza figura, isolati nel campo del quadro (Archimede, 1630, Madrid, Prado; S. Pietro, Diogene, Dresda; S. Maria Egiziaca, 1641, Montpellier, Museo, affine a quella citata della Gall. Borghese di Roma; il Pie' storto, 1642, Parigi, Louvre), egli raggiunge il suo capolavoro nei potenti dodici Profeti della certosa di S. Martino a Napoli (1638-1643). E sebbene di rado si induca a composizioni complesse, tuttavia dà anche in questo campo opere notevoli quali il Martirio di s. Andrea del Museo di Budapest (1628) ed il famoso Martirio di s. Bartolomeo (1630) del Prado. Dà ricordarsi sono pure: Il Sileno ebbro (1626, Napoli, Pinacoteca), il S. Gerolamo con l'Angelo (ivi), la Pietà (1637) e la Comunione degli Apostoli (1651), nella certosa di S. Martino: opere che contributono ad affermare l'influsso dello S. sulla pittura napoletana del 1600 ed in particolare sullo Stanzione, su Andrea Vaccaro, su Francesco Francanzano, su G. B. Ruoppolo. - Vedi tav. LXXII.

A sinistra: S. MARIA EGIZIACA - Roma, Galleria Borghese. A destra: S. AGNESE - Dresda, Pinacoteca.
Tav. LXXII A sinistra: S. MARIA EGIZIACA - Roma, Galleria Borghese. A destra: S. AGNESE - Dresda, Pinacoteca.(fot. Aliveri)
Bibliografia7 opere
BIBL.: A. L. Mayer, Ribera Jusepe, in Thieme-Becker, XXVIII (1934), pp. 232-36, con bibl.; M. Legendre - E. Harris, La peinture espagnole, Parigi 1937, p. 36 e passim; [S. Ortolani], La mostra della pitt. napol. dei sec. XVII-XIX, Napoli 1938, p. 32 sgg.; J. Goudiol, Spanish painting, Toledo Museum of Arts, Londra 1941, p. 83 sgg.; D. Fins Darby, The gentle Ribera, painter of the Madonna and the Holy Family, ibid., 29 (1946), p. 153 sgg.; H. Bédarida, Ribera et l'art italien de la Contre-Reforme, in A travers l'art italien du XVe au XXe siècle, Parigi 1949, pp. 135-52; P. Guinard-J. Batiele, Hist. de la peinture espagn. du XIIe au XIXe siècle, ivi 1950, pp. 77 sgg., 165-66.

Amalia Mezzetti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), col. 1081.

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vol. 11, coll. 1081–1082

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Mezzetti, Amalia. “Spagnoletto, jusepe de ribera, detto lo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, col. 1081. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/spagnoletto-jusepe-de-ribera-detto-lo.

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Mezzetti, Amalia. “Spagnoletto, jusepe de ribera, detto lo.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, col. 1081. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/spagnoletto-jusepe-de-ribera-detto-lo.

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