SPAGNUOLO (SPAGNOLI), BATTISTA (*BAPTISTA MANTUANUS*), BEATO

SPAGNUOLO (SPAGNOLI), BATTISTA (*Baptista Mantuanus*), beato. - N. a Mantova il 17 apr. 1448, m. ivi nel 1516.

Dopo aver frequentato gli studi a Padova e altrove, entrò nell'Ordine carmelitano, di cui fu eletto generale nel 1513. Buon umanista e letterato; nel suo tempo fu stimato un nuovo Virgilio e riscosse l'ammirazione, fra gli altri, di Erasmo e di Pico della Mirandola, con il quale era in cordiale amicizia. Furono celebri le sue *Eglogae*, in stile virgiliano, e soprattutto le *Parthenicae*, esametti dedicati alla Vergine e ad alcune sante. Nelle sue composizioni ricorre di frequente l'intento parentetico, con esplicite deplorazioni per la corruzione dell'ambiente curiale romano. Il suo culto fu confermato da Leone XIII il 17 dic. 1885. Festa il 20 marzo.

BIBL.: G. Tiraboschi, *Storia della letter. ital.*, VI, Modena 1790, pp. 938-960; F. Gabotto, *Un poeta beatificato*, in *Ateneo veneto*, 16a serie, I (1892), p. 3 sgg.; W. Zabughin, *Un beato poeta*, Roma 1918. Altra bibl. in V. Turri-U. Renda, *Diz. storico-critico della letter. ital.*, Torino 1941, p. 1014. Antonio Cistellini