VALENZA (VALENCIA), ARCIDIOCESI di - Città, capoluogo della provincia omonima nella Spagna. L'arcidiocesi ha una superficie di 10.755 kmq., con una popolazione cattolica di 1.700.000 ab., distribuiti in 434 parrocchie servite da 796 sacerdoti diocesani e 324 regolari; ha due seminari, 47 comunità religiose maschili e 275 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 441).
La città è situata in una pianura sulle rive del Turia o Gualaviar, a 4 km. dal mare, dove è il porto detto Grao. Antica colonia greca, poi cartaginese, quindi romana: Pompeo sconfisse Sertorio presso il Turia. Subì la dominazione dei Goti dal 413 al 714, poi quella dei Mori fino al 1094, quando fu conquistata dal Cid, donde il nome di Città del Cid. Rioccupata dai Mori alcuni anni dopo, divenne un regno indipendente. Fu ripresa nel 1238 da Giacomo il Conquistatore, re di Aragona. Nel 1808 V. si sollevò contro i Francesi e fu governata dal p. Rico. Capitolò nel 1812 e i Francesi vi rimasero fino al 5 giugno 1813. Segui i moti rivoluzionari del 1868, 1869 e 1873; dal 1932 al 1936 subì distruzioni di chiese e di monasteri: fu anche sede del governo rivoluzionario durante la guerra civile fino al 28 marzo 1939.
Le origini cristiane di V. sono molto oscure e il primo vescovo certo è Giustiniano (531-46), lodato da s. Isidoro; poi s. Eutropio dal 596 al 608. Dopo l'occupazione araba, primo vescovo fu Ferrer de Pallarés (1240-43), quindi Andrea de Albalate (1248-76) che iniziò la costruzione della Cattedrale; più tardi Alfonso Borgia (1429-55), poi papa col nome di Callisto III. V. TOLEMAIDE, poi di Tarragona. Nel 1458 fu elevata a metropolitana con suffragane Segorbe e Majorca; nel 1564 fu aggiunta Orihuela, nel 1782 Ibiza, nel 1795 Minorca.
Il primo arcivescovo fu Rodrigo Borgia (1458-92) poi papa col nome di Alessandro VI, a cui successero, senza risiedervi, della stessa famiglia, Cesare (1492-98), Giovanni (1499-1500) e Pietro (1500-11). In seguito si ricordano s. Tommaso di Villanova, fondatore del Collegio omonimo; Martin Perez (1564-66); il b. Giovanni De Ribeira (1568-1611) fondatore del Collegio «Corpus Christi», promotore del culto cucaristico; Tommaso Ricaberti (1676-99); Andrea Mayoral (1738-1769); Antonio Desping y Dameto (1795-96) poi cardinale.
La Cattedrale, detta «la Seo», è consacrata alla b. Vergine; sorge sopra l'antico tempio romano di Diana, poi vi fu una chiesa gotica (S. Salvatore) quindi, una moschea trasformata dal Cid nel 1095 in chiesa, in onore di S. Pietro, che Giacomo il Conquistatore dedicò nel

(fot. JDP)
Nella Piazza de la Virgen è la «Capilla de Nuestra

(fot. Mas)
Fuori delle mura di V. VELA, VINCENZO (v.) di Saragozza. Di V. furono i ss. Luigi Bertran, Pedro Basenal detto Baylon, Vincenzo Ferreri; vi è sepolta s. Michelina del S.mo Sacramento, fondatrice delle Suore Adoratrici del S.mo Sacramento.
Nel 1410 si creò in V. GENERE, elevato nel 1492 ad Università. Recentemente è stato costruito un nuovo Seminario arcidiocesano. Il Museo provinciale di Belle Arti o di s. Pio V è in un antico convento; contiene oltre 2000 tele di artisti spagnoli, italiani, statue, musaici, sarcofagi, iscrizioni antiche, frammenti architettonici d'arte araba e dei secc. XIV-XVI. Il Museo storico municipale è in un edificio detto Casa Enseñanza (antica scuola normale) del 1758-63 con facciata del 1915. Contiene pitture, libri miniati del secc. XIII-XV, stendardi storici e una Biblioteca moderna. Presso V. è l'antica Sagunto con avanzi cospicui romani, teatro romano, circo, ecc.
Folklore. - Tipiche sono le feste di V. dal 17 al 19 marzo per la solennità di s. Giuseppe; si costruiscono centinaia di grandi monumenti in legno e cartone detti « fallas » allusivi ad avvenimenti d'attualità o locali; i « fallas » vengono incendiati durante la notte del 19 marzo a suon di musica e scoppi di « tracas » (petardi). Nella seconda domenica di maggio e nella settimana seguente si celebrano le feste di primavera in onore della « Virgen de los Desamparados ». Durante la settimana del Corpus Domini si rappresentano drammi religiosi, « autos sacramentales », si fanno processioni giornaliere e si portano in giro raffigurazioni monumentali di simboli religiosi o gruppi allegorici detti « rocas ». Caratteristica è anche la « feria », dal 24 luglio al 1º ag.