RICCARDO FITZRALPH (RICHARDUS ARMACANUS, *HIBERNICUS*)

RICCARDO FITZRALPH (Richardus Armacanus, *Hibernicus*). - Teologo e arcivescovo, n. ca. il 1295 a Dundalk (conta di Louth), m. ad Avignone il 20 dic. 1360.

Cancelliere dell'Università di Oxford (1330-31), della cattedrale di Lincoln (1334), nel 1337 divenne decano del Capitolo cattedrale di Lichfield. Nel 1147 fu nominato da Clemente VI arcivescovo di Armagh (Irlanda).

Prima di essere cancelliere dell'Università di Oxford fece un commento alle *Sentenze*, di cui si conserva una *ordinatio* (riveduta dall'autore) e una *reperitio* (il Gwynn ne preparava l'edizione): ivi manifesta tendenze avvertite. Dopo il 1334 diede le dimissioni da cancelliere e partì per Avignone dove, venuto a contatto con i vescovi armeni ivi giunti per l'unione della loro Chiesa con la Sede Apostolica, si occupò delle loro opinioni teologiche redigendo la celebre *Summa in quaestionibus Armenorum*, in 19 (Parigi 1511), particolarmente importante per la conoscenza degli *errores Armenorum* (soprattutto d'indole sacra-mentaria ed ecclesiologica), condannati da Benedetto XII (Denz-U, 532-49) e da Clemente VI (ibid. 308-24).

Tornato in patria, dopo la sua elevazione all'episcopato,

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Riccardi, famiglia - Coriile di Palazzo R., di Michelozzo Michelozz1 - Firenze.

1835. Insegnò dapprima in Firenze e poi nel Collegio ducale di Correggio, dove tenne la cattedra di filosofia e matematica che lo rese celebre in tutto il Ducato di Modena. Nel 1789 fu trasferito al Collegio Tolomei di

prese viva parte all'incresciosa lotta contro i privilegi dei Frati Mendicanti con discorsi e trattati (*Propositi... adversus Ordines Mendicantes*, inedito; *De pauperis Salvatoris libri* 7 [i primi 4 II. editi da Poole, *J. Wycliffi de dominio divino*, Londra 1800]; opera originale con qualche spunto erroneo, in seguito sviluppato da Wycliff; *Defensio curatorium contra eos qui privilegiatos se dicunt* [Parigi 1496]). Citato ad Avignone, morì prima che il processo avesse termine. In Inghilterra e in Irlanda fu ritenuto un santo. Delle opere inedite il Tanner (*Bibliotheca britannico-hibernica*, Londra 1748, p. 284) segnala i manoscritti. Particolarmente notevoli le *Quaestiones de imagine* (sulla *limitudo* dell'uomo con Dio), contenute nel cod. Vat. Ott. 179, ff. 76-87 e nel cod. A. 3, 508, ff. 98-103 della Bibl. naz. di Firenze.

BIBL.: Hurter, II. coll. 631-33; E. Amann, s. V. in DTHC, XIII, coll. 266-68; A. Gwynn, *R. F. Archbishop of Armagh*, in *Studies*, 22 (1933), pp. 389-405; id., *Archbishop R. F. and the Friars*, ibid., 26 (1937), pp. 50-67; G. Meersseman, *La défense des Ordres mendiants contre R. F. par B. de Bolsenheim*, in *Arch. Fratr. Praedice*, 5 (1935), pp. 124-173; L. Hammerich, *The beginning of the strife between R. F. and the Mendicants*, Copenhagen 1938; M. De Wulf, *Storia della filosofia medievale*, trad. it., III, Firenze 1949, pp. 160-62, 186.