RIEZ

RIEZ. - Antica diocesi nel dipartimento delle Basse Alpi, in Francia. Città ligure, fu poi la capitale dei Reii, donde il nome « Regium », da cui l'attuale. Fu colonia di diritto latino sotto Augusto. Il primo vescovo noto è Prospero, predecessore di s. Massimo (434-60); a cui successe Fausto (462-95), già abate di Lerins.

R. fu saccheggiata dai Sassoni nel 572; gli abitanti e il vescovo abbandonarono la città che ancora soffrì nelle incursioni saracene dal 793 all'875; il vescovo Edolo trasferì poco dopo la sede sulla collina nella cappella di S. Massimo, dove si trasferirono anche gli abitanti. Tra i suoi presuli si ricordano i card. Pietro Després nel 1318 e Guido Bentivoglio. La diocesi, suffragancia di Aix, fu soppressa nel 1790; nel 1801 il suo territorio fu unito alla sede di Digne, il cui vescovo dal 1916 porta anche il titolo di R. Il vescovo Augier (1096-1130) fece ricostruire la Cattedrale e il Battistero; la prima, Notre-Dame-de-la-Sède, andò in rovina nel sec. XV; presso la chiesa attuale restano alcune campate gotiche. Il Battistero era sul tipo provenzale e ligure, un edificio quadri-latero all'esterno, sormontato da una torre ottagona circolata durante le incursioni saracene. L'interno è un ottagono di m. 9,25 x 8,40 con quattro absidie e un deambulatorio circolare; otto colonne romane di granito del Varo sostengono la cupola. Il piano è stato rialzato posteriormente e le basi delle colonne sono in parte interrotti. Il Battistero fu abbandonato alla fine del sec. XVI e gli abitanti lo chiamarono Pantheon; ceduto alla Confraternita dei sarti, venne consacrato al loro patrono s. Chiaro; poi passò ai Penitenti Bianchi; attualmente è ridotto a museo archeologico. Sul colle S. Massimo la cappella, rifatta nel 1857, conserva una abside romana con deambulatorio sostenuto da sei colonne corinzie. Dalle carte di Peiresc risulta che nel museo pavimentale della cattedrale di R. era l'immagine di Costantino a cavallo passante sul corpo di un vinto; la scena era accompagnata dal distico: Rex Constantinus, leprosus, virque be-nigius, est factus sanus, sacro baptismate tactus. Si ricordava cioè la leggenda dell'Imperatore mondato dalla lebbra attraverso il Battesimo (R. Mowat, Mosaïque de R. offrant l'image de Constantin, in Bull. de la Soc. des anti-quaires de France, 1885, pp. 68-71).

Bibl.: Eubel, I, p. 420; II, p. 246; III, pp. 301-302; IV, p. 294; M. Provence, Catalogue du musée laïdaire de R., Riez 1932; J. Hubert, Rech. sur la topographie religieuse des cités de Gaule du IVe au IXe siècle, in Comptes-rendus de l'Acad. des inscriptions et belles lettr., 1945, p. 314; E. Donnadieu, Le baptis-tère de R. (Basses-Alpes), ses dispositions intérieures et les influences orient. de sa coupole, ibid., 1950, pp. 159-67. Enrico Josi