Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Filosofia

RIFLESSIONE

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RIFLESSIONE. - È l'atto per cui il pensiero prende esplicita coscienza di sé, considerando le proprie attività, i propri oggetti e contenuti. La r. opera pertanto un « ritorno » (reflectere, ripiegare) della vita cosciente su di sé.

Come definita, la r. è attività specifica della conoscenza intellettiva (cf. s. Tommaso, De verit., q. 1a, a. 9: solo le sostanze spirituali « redeunt ad essentiam suam reditione completa »); tuttavia essa non sembra del tutto assente dalle forme inferiori di coscienza, in quanto una iniziale r. va congiunta con la stessa attenzione (v.). Leibniz definisce appunto la r. « une attention à ce qui est en nous » (Nous. Ess., pref., ed. Flammarion, Parigi s. d., p. 13). Ma, mentre nelle funzioni della vita sensitiva r. è piuttosto il semplice persistere dell'attenzione cosciente sui dati, ha carattere prevalentemente passivo e direzione oggettiva cioè volta ai soli contenuti, nella vita intellettiva invece la r. si presenta come attività nuova, ha carattere di spontaneità e si volge, oltre che agli oggetti, alle strutture del soggetto in quanto tali. La r. intellettiva si qualifica pertanto secondo le varie direzioni e i diversi contenuti dell'esperienza immediata, che ne costituiscono l'oggetto. Se si volge alle forme e ai processi della coscienza, per determinarne le leggi psichiche, la r. è detta propriamente introspezione (« retrospezione » se prende in considerazione gli elementi passati della coscienza): l'introspezione (o r. psicologica) esamina gli atti e le strutture della coscienza: delle sensazioni, dei sentimenti, del pensiero; il sorgere, l'evolversi, il cessare delle varie funzioni; le loro condizioni, cause, circostanze, modalità, finalità, rapporti, ecc. Se invece si esplica nella direzione dei contenuti mentali, la r. è detta oggettiva (cf. Ch. Wolff, Psychologia empirica, § 257; la terminologia non è però universalmente costante: da alcuni il termine r. si vorrebbe riservato al ripiegamento della coscienza sui propri atti: r. soggettiva; cf. A. Lalande [op. cit. in bibl.]). La r. oggettiva è analisi e penetrazione del pensiero nelle strutture logico-ontologiche degli oggetti. Essa ricerca gli elementi e il significato, sul piano dell'essere, dei dati di coscienza (il loro valore di necessità-contingenza, principio-causa-effetto, esistenza-possibilità, ecc.: r. ontologica); oppure le condizioni e proprietà dei contenuti mentali in quanto oggetti del pensiero (il loro valore di universalità-singolarità, opposizione, contraddittorietà, soggetto-predicato, ecc.: r. logica): è alla r. logica che sono dovute le « secundae intentiones » della scolastica, « quae non inveniuntur in rerum natura, sed considerationem rationis consequuntur » (s. Tommaso, In Met. Arist., lect. 4a, ed. Cathala, n. 547).

Oltre il significato filosofico va notato l'uso corrente di r. come esame previo a un giudizio (v.) o a un'azione, per valutarne, sul piano pratico o morale, l'opportunità, le conseguenze, gli effetti. È in questo senso, principalmente, che si parla di carattere e temperamento « riflessivo », opposto a « impulsivo ».

Nella storia del pensiero r. ha avuto ulteriori riferimenti sistematici. In Locke (v.) r. « è la conoscenza che l'anima acquista delle proprie diverse operazioni e dei loro procedimenti » (Essay, l. II, cap. 1, § 4): ad essa sono dovute tutte le idee concernenti gli stati interni del soggetto: pensare, percepire, dubitare, ecc.: più che r. propriamente detta, la r. lockiana equivale quindi all'esperienza interna. Hume (v.) chiama «impressioni di r. e gli stati di coscienza (desiderio, avversione, timore, ecc.) derivanti non da cause esterne ma dalle idee già presenti in noi (Treatise on human nature, parte 1ᵃ, sez. 2ᵃ). In Kant (v.) la r. mira a scoprire le condizioni soggettive della conoscenza: «r. trascendentale» è pertanto «l'atto con cui, confrontando le rappresentazioni con la facoltà conoscitiva, si determina se esse appartengono all'intelletto puro o all'intuizione sensibile» (Kritik d. r. Vernunft, parte 2ᵃ, l. II, cap. 3, Append.). In Hegel (v.) r., con significato metafisico, è «la relazione dello spirito a sé» e la coscienza costituisce il grado della r. dello spirito (Enzyclop., § 413). In Gioberti (v.) r. è il secondo momento della conoscenza umana che fa proprio l'oggetto dell'intuito («l'ente crea l'esistente»), attivamente lo esprime, e lo attualizza e sviluppa nella conoscenza delle cose (cf. Protologia, I, Torino-Parigi 1858, p. 153). In Husserl (v.) r. è «la condizione universale del metodo fenomenologico». Per essa gli avvenimenti interiori (Erlebnisse, presenti, passati e anche (uturi) cadono sotto lo «sguardo» e l'«osservazione» dell'io. L'intera corrente di Erlebnisse (e anche la r. in quanto essa stessa Erlebnis) può a questo modo venir sottoposta a studio scientifico, diventa «afferrabile» e «analizzabile» e si rivela innanzitutto appartenente all'«io puro», in quanto questo può dirigere su essa il suo sguardo (E. Husserl, Idem zu ein. reiner Phänomenologie, I, sez. 3ᵃ, cap. 2, § 77 sgg.; trad. it., Torino 1950, pp. 231-50).

Indipendentemente da queste accezioni sistematiche, la r. ha un significato essenziale nella vita dello spirito. È per essa che si afferma, sul piano fenomenologico, l'attualità dell'io (v.) come soggetto autocosciente: soltanto attraverso la r. la vita interiore si fa oggetto di una cosciente contemplazione, e gli stati psichici si chiariscono e definiscono nelle loro strutture, significato, relazioni, entrando nel dominio attivo del soggetto (l'esperienza immediata ha una propria intrinseca presenza all'io, come sua attuazione ed attività, ma è presenza non pienamente posseduta). La r. è pertanto la via per cui lo spirito realizza la vera autorivelazione e il possesso di sé. Essa è quindi condizione essenziale della filosofia come scienza del soggetto e dell'oggetto, e di ogni altro sapere teorico che si ponga oltre l'immediatezza dell'esperienza. Il valore della r. in una teoria della conoscenza (v.) era già rilevato da s. Tommaso che riferisce l'unica possibile conoscenza della verità, come conformità del pensiero all'essere, alla r. che l'intelletto opera su di sé e sulle condizioni soggettive-oggettive dei suoi atti: «secundum hoc cognoscit veritatem intellectus secundum quod supra seipsum reflectitur» (De verit., q. 1ᵃ, a. 9; cf. Sum. Theol., 1ᵃ, q. 85, a. 2; q. 12, a. 2, ad 1).

In rapporto poi all'azione, la r., come previa considerazione e deliberazione sul valore morale dell'atto, è elemento da cui si commisura il suo stesso significato etico-personale. In questo senso la r. si pone quindi, nei gradi vari della sua intensità e profondità, come intrinseca condizione dell'operare umano. Di qui anche il suo significato pedagogico: il richiamo alla consapevolezza e responsabilità dei propri atti, base della formazione umana del fanciullo, non è se non richiamo a una r. cosciente sui principi dell'azione, sulla sua conformità alla norma (v.) e sulle sue risonanze individuali, personali, sociali.

Bibliografia3 opere
BIBL.: oltre le opere citate, v., per indicazioni generali: S. H. Hodgson, The philosophy of reflexion, 2 voll., Oxford 1898; R. Eisler, Überlegung, in Wörterbuch d. philos. Begriffe, III, 4ᵃ ed., Berlino 1930, pp. 289-91; A. Rosmini, Nuovo saggio, sez. 5ᵃ, cap. 3, § 488 sgg., ed. naz., IV, Roma 1934, p. 63 sgg.; C.

Ranzoli, s. v. in Dizion. di scienze filos., 4ᵃ ed., Milano 1943, pp. 1093-95 (bibl.); A. Lalande, Réflexion, in Vocab. technique et crit. de la philos., 5ᵃ ed., Parigi 1947, pp. 884-86; A. Guzzo, L'io e la ragione, parte 3ᵃ, cap. 5, Brescia 1947, pp. 152-66. V. anche PSICOLOGIA.

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Di Ugo Viglino

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 902–904.

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Viglino, Ugo. “Riflessione.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 902–904. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/riflessione.

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Viglino, Ugo. “Riflessione.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 902–904. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/riflessione.

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