HUSSERL, EDMUND

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HUSSERL, Edmund. - Filosofo e psicologo, n. a Prossnitz (Moravia), 18 apr. 1859, m. a Friburgo in Br. il 26 apr. 1938. Insegnò come libero docente ad Halle (1887), poi come professore ordinario a Gottinga (1906) e Friburgo (dal 1906).

H. è il fondatore della «scuola fenomenologica» germanica (Jahrbuch für Philosophie und phänomenologische Forschung, Halle 1913 sgg.). Ripristinò, sulla base del neo-kantismo, la terminologia e le ricerche speculative proprie della scolastica germanica del sec. XIV. Il metodo fenomenologico di H. consiste nello studio degli oggetti di conoscenza come oggetti di coscienza, o fenomeni «intenzionali». Sensò e intelletto, materia e forma secondo Kant (e Duns Scoto) sono soltanto parametri assiali del metodo. Esso contempla l'espressione (Ausdruck) e il suo significato (Aussage) come elementi integrativi dell'intuizione sensibile, la quale si completa via via nella coscienza fino a raggiungere l'idea adeguata dell'oggetto fenomenico. Questa permette due specie di ricerca intellettuale, o scientifica: l'eticita o formulazione della specie (leggi, generi di fenomeni), e l'ontica, o descrizione di regioni dell'essere, intuite dalla coscienza sotto il velame dei fenomeni, interni ed esterni, ma non unificabili, poiché l'essere in sé è trascendente.

Opere principali: Philosophie der Arithmetik, I (Halle 1891); Logische Untersuchungen (2 voll. in 3 parti, ivi 1900; 2a ed. ivi 1913-21; 3a ed. ivi 1922); Ideen zu einer Phänomenologie u. phänomenologischen Philosophie, I (ivi 1913); Formale und transzendentale Logik (ivi 1929); Méditations cartésiennes (Parigi 1931).

Bibl.: Festschrift für E. H., Halle 1929; A. Banfi, La fenomenologia pura di H., in Riv. filosofica, 13 (1923) pp. 208-24; E. Levinas, L'intuition dans la méthode phénotique, de H., Parigi 1930; S. Vanni-Rovighi, La filosofia di E. H., Milano 1930; W. Ziegenfuss, s. V. in Philosophen-Lexikon, I, Berlino 1949, pp. 569-576 (ampia bibl.). Santino Caramella