HÜGEL, FRIEDRICH von. - Scrittore religioso, n. a Firenze da padre austriaco e da madre scozzese il 5 maggio 1852, m. a Londra il 27 genn. 1925. Dal 1873 si stabilì in Inghilterra, dove restò fino alla morte.
Anima profondamente religiosa (era chiamato il «dotto santo»), è uno dei più insigni studiosi del problema della religione. I suoi rapporti con i più celebri modernisti (Loisy, Tyrrel, ecc.) vanno spiegati con
ragioni di amicizia e rientrano nel profondo e vasto interesse che egli ebbe per le questioni religiose. Evidente nei suoi scritti l'influenza del Newman. Da un lato, per reazione all'« immanenza » modernista, accentua l'assoluta trascendenza di Dio e, dall'altro, sulle orme del Newman (e non lontano dalla posizione del Blondel) sostiene che proprio il fatto obiettivo della Rivelazione (assolutamente soprannaturale) presuppone nell'uomo la « predisposizione » soggettiva a ricevere da Dio la Grazia, la quale però resta del tutto gratuita. In altri termini, la natura umana è predisposta al soprannaturale (Blondel dirà che essa è in stato di « trasnaturalità »), ma tale predisposizione non è affatto necessitante e la Grazia resta un gratuito dono divino.
Lo H. lavorò per ca. 30 anni intorno a The mystical element of religion as studied in st. Catherine of Genoa and her friends (2 voll., Londra 1908; 2ª ed., ivi 1923); e si occupò della vita eterna con profondità di grande mistico in Eternal life: a study of its implications and applications (Edimburgo 1912; 2ª ed., ivi 1913). Da vecchio raccolse i suoi numerosi articoli, alcuni importantissimi, sparsi in riviste americane ed europee (inglesi, francesi, italiane) nel volume (dedicato al « concittadino Dante ») Essays and addresses on philosophy of religion (2 voll., Londra 1921-24). Sono stati pubblicati postumi il volume The reality of God (ivi 1931), da alcuni considerato la sua opera principale, e le Selected letters (ivi 1927, a cura di B. Holland), documentazione interessantissima per la storia del modernismo.