HUTCHESON, FRANCIS

HUTCHESON, Francis. - Filosofo inglese, n. a Drumalig (Irlanda) 18 ag. 1694, m. a Glasgow nel 1747. Dal 1729 fu professore di filosofia morale nell'Università di Glasgow.

Scrisse: An enquiry concerning the original of our ideas of beauty and virtue (Londra 1725); Essay on the nature and conduct of the passions and affections (ivi 1728); A system of moral philosophy, l'opera sua principale, pubblicata postuma (Glasgow 1755) con biografia dell'H. da W. Leechman.

H. è una delle figure secondarie dell'illuminismo inglese e può annoverarsi tra i moralisti del Settecento e tra i filosofi cosiddetti del «senso morale». Ottimista (tutto nel mondo testimonia della bontà di Dio) al pari di Shaftesbury, di cui sente l'influenza, egli ammette nell'uomo delle facoltà specifiche date da Dio con la creazione, e precisamente il senso della bellezza, quello della simpatia ed altri, tra cui il senso morale, facoltà indipendente che non può essere risolta né nella simpatia, né nel piacere, né nell'utilità ecc. Come gli occhi percepiscono la luce e l'oscurità, così il senso morale percepisce la virtù e il vizio. Esso è del tutto disinteressato, sia per chi agisce che per chi approva, anche se H. in fondo lo identifica con la tendenza utilitaristica di agire in modo da procurare «la massima felicità del maggior numero». Proprio nel considerare il bene altrui, promoviamo il nostro maggior bene particolare.

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HUTCHESON FRANCIS — HUYSMANS JORIS KARL

Bibl.: Edizioni: Works, 5 voll., Glasgow 1872. Studi: Th. Fowler, Shaftesbury and H., Londra 1882; J. Martineau, Types of ethical theory, Oxford 1885; W. R. Scott, F. H., Londra 1900; L. Bandini, Shaftesbury: etica e religione, Bari 1930, p. XIV e passim; T. E. Jessop, A biography of D. Hume and of Scottish philosophy from F. H. to Lord Balfour, Londra 1938. Michele Federico Sciacca