RICKERT, HEINRICH. - Filosofo, n. a Danzica il 25 maggio 1863 e m. il 28 luglio 1936 in Heidelberg, dove era stato professore (dopo Friburgo). WINDELBAND, WILHELM (v.), da cui deriva i suoi temi filosofici fondamentali, è il rappresentante più originale ed acuto della cosiddetta « Filosofia dei valori » (v.).
Gli scritti principali che svolgono e approfondiscono la sua dottrina sono: Der Gegenstand der Erkenntnis (Friburgo 1892); Die Grenzen der naturwissenschaft. Begriffsbildung (ivi 1896-1902); System der Philos. (I, Tubinga 1921); Grundprobleme der Philos. (ivi 1934).
Conoscere è giudicare, cioè riconoscere un valore; e il valore riconosciuto deve valere per tutti in tutti i tempi. Pertanto, nell'atto di giudicare, si presuppone un valore universalmente ed eternamente valido, giudizio (v.) è dato su rappresentazioni particolari e passeggeri. Il giudizio ha una « obbligatorietà », una necessità (diversa da quella causale), è imperativo: in questo suo « dover essere » (che trascende ogni singola coscienza empirica e appartiene a una coscienza universale e impersonale) consiste la verità del giudizio. La filosofia deve distinguere il mondo della realtà (« giudizi di realtà », descrittivi e classificatori dei fenomeni, propri della scienza) e il regno dei valori, i cui giudizi sono appunto propri della filosofia. La relazione reciproca dei due mondi è data dall'« atto del valutare » che esprime il senso del valore e costituisce un terzo regno, quello del « significato ».
Il R., difensore, a volte anche polemico (Die Philos. des Lebens, Tubinga 1920) dell'eternità dei valori, contro le filosofie della vita STOICISMO (v.), ne rivendica a ragione la superstoricità: il valore è presupposto alla storia, che non lo crea. Pertanto lo storico riconosce « il valore degli avvenimenti e l'attività spirituale umana non « pone », ma « scopre » i valori.