ROBERTO, abate di MOLESME, santo - La flagellazione, ministura del Salterio appartenuto a s. R., come si rileva da un'annotazione del sec. XII. È un Salterio di Saint-Vaast di Arras, adattato all'uso cistercense (fine sec. XI) - Digione, Bibl. municipale, ms. 30, f. 8°.
Si unì agli arcivescovi di Magonza, Colonia e Treviri contro re Venceslao, partecipò alla sua deposizione e fu egli stesso scelto a succedergli il 21 ag. 1400, impegnandosi a recuperare le terre lombarde infeudate da Venceslao a Gian Galeazzo Visconti. Sceso in Italia con l'aiuto finanziario e diplomatico di Firenze, fu sconfitto a Brescia il 24 ott. 1401 e abbandonò l'impresa nella primavera seguente, rinunziando alla lotta in Lombardia e all'incoronazione imperiale. Durante la spedizione gli mancò l'appoggio del papa romano, Bonifacio IX, nonostante che R. e gli arcivescovi renani lo riconoscessero contro il suo rivale di Avignone. Ma Bonifacio temeva, inimicandosi Venceslao e i Visconti, di perdere l'obbedienza in Boemia e soprattutto la sicurezza politica in Italia, né R. diede al Pontefice le assicurazioni richiestegli, per non precludersi la via ad un accordo con la Francia. La morte di Gian Galeazzo favorì l'intesa fra R. e Bonifacio e procurò al primo l'approvazione papale nel 1403. R. rimase legato ai papi di Roma anche negli anni seguenti e nel Concilio di Pisa, mentre in Germania i suoi numerosi avversari abbandonavano l'obbedienza romana. M. il 18 maggio 1410.