ROBERTO del Palatinato, re dei Romani. - N. nel 1352 da Roberto II, conte palatino del Reno e principe elettore, gli succedette nel 1398.

ROBERTO, abate di MOLESME, santo - La flagellazione, miniatura del Salterio appartamento a S. R., come si rileva da un'annotazione del sec. XII. E un Salterio di Saint-Vaast di Arras, adattato all'uso cistercense (fine sec. XI) - Digione, Bibl. municipale, ms. 30, f. 8°.
Si unì agli arcivescovi di Magonza, Colonia e Tre-viri contro re Venceslao, partecipò alla sua deposizione e fu egli stesso scelto a succedergli il 21 ag. 1400, impe-gnandosi a recuperare le terre lombarde infuocate da Venceslao a Gian Galeazzo Visconti. Sceso in Italia con l'aiuto finanziario e diplomatico di Firenze, fu sconfitto a Brescia il 24 ott. 1401 e abbandonò l'impresa nella pri-mavera seguente, rinunziando alla lotta in Lombardia e all'incoronazione imperiale. Durante la spedizione gli mancò l'appoggio del papa romano, Bonifacio IX, nono-stante che R. e gli arcivescovi renanì lo riconoscere non contro il suo rivale di Avignone. Ma Bonifacio temeva, inimicandosi Venceslao e i Visconti, di perdere l'obbedienza in Boemia e soprattutto la sicurezza politica in Italia, né R. diede al Pontefice le assicurazioni richiestegli, per non precludersi la via ad un accordo con la Francia. La morte di Gian Galeazzo favorì l'intesa fra R. e Bonifacio e procurò al primo l'approvazione papale nel 1403. R. rimase legato ai papi di Roma anche negli anni seguenti e nel Concilio di Pisa, mentre in Germania i suoi numerosi avversari abbandonavano l'obbedienza romana. M. il 8 maggio 1410.