ROBERTSON, WILLIAM

ROBERTSON, WILLIAM. - Storico, n. a Borthwick (Midlothian) in Scozia il 19 sett. 1721, m. a Grange House (Edimburgo) l'11 giugno 1793.

Ministro presbiteriano, ebbe ampi riconoscimenti per la sua History of Scotland, che gli fruttò la carica di principal della Università di Edimburgo (1768).

In ogni sua opera v'è sforzo continuo di comprensione, spesso una notevole penetrazione, sempre dignità di stile e accuratezza di preparazione. Nella sua formazione culturale confluiscono indubbiamente i motivi più diffusi dell'illuminismo (il suo debito verso Voltaire e Montesquieu, per certe impostazioni di problemi, ed i criteri interpretativi è evidente) ma la sua fede religiosa, la sua posizione politica, e soprattutto l'ambiente della Select Society (di cui facevan parte, fra l'altro, A. Smith e D. Hume) vi ebbero un peso assai più importante. Le sue opere sono: The history of Scotland during the reigns of queen Mary and of king James VI until his accession to the Crown of England (2 voll., Londra 1759).

che affermò la sua fama di storico e fu assai discussa, perché troppo tenera per alcuni, troppo dura per altri, nei riguardi di Maria Stuarda; The history of the reign of the emperor Charles V (3 voll., ivi 1769, che fu posta all'Indice il 31 genn. 1777 per la sua visione protestantica sul cattolicesimo e il Pontificato romano), la cui introduzione (View of the progress of society in Europe from the subversion of the Roman Empire to the beginning of the sixteenth century) è il primo, vigoroso tentativo di una visione organica del medioevo, visto tuttavia essenzialmente come lenta ed oscura preparazione dell'Europa moderna; The history of America (2 voll. Londra 1777), limitata all'espansione spagnola e portoghese, ampliata con la storia delle prime colonie inglesi nell'edizione postuma del 1796; An historical disquisition concerning the knowledge which the ancients had of India (ivi 1791). Ed. completa delle opere a cura di D. Stewart, 12 voll. (ivi 1817).

Bibl.: L. Stephen, Hist. of English thought in the XVIII cent., 1, 3a ed., Londra 1902, p. 446 sgg.; Th. P. Peardon, The transition in English history, writing (1760-1830), Nuova York 1933; R. Pascal, Property and Society. The Scottish historian, school of the XVIII cent., in The modern quart., 1 (1938), p. 167 sgg. Sul-l'opera storica: J. B. Black, The art of history, Londra 1925, p. 117 sgg.; B. Pier, W. R. als Historiker und Geschichtsphilosoph, Phil. Diss., Münster 1929; G. Falco, La polemica sul medioevo, I, Torino 1933, pp. 147-89; E. Fueter, Storia della storia di Francia, trad. it., II, Napoli 1944, pp. 40-42 e passim; F. Meinecke, Die Entstehung des Historismus, 2 ed., Monaco 1946, pp. 241-47; G. Falco, introd. a. W. Robertson, I pro-gressi della civiltà europea dalla caduta dell'Impero rom. agli inizi del sec. XVI, trad. it., Torino 1951, pp. IX-XXX (cf. D. Cannieri, in Società, 8 [1952], pp. 250-54). Francesco Natale