ROHAN, FAMIGLIA

ROHAN, FAMIGLIA. - Originaria della Bretagna, risalente ad ALAIN visconte di R. (Morbihan), documentato nel 1105. Durante il Regno di Luigi XII divenne assai potente PIERRE de R. (m. nel 1513), rivale del card. d'Amboise.

HENRI, duca di R., n. nel 1579 nel castello di Blain, in Bretagna, fu assai presto alla testa di bande di ugonotti in lotta con i cattolici. Dopo la Pace di Vervins viaggiò a lungo per conoscere popoli e paesi completando la sua cultura classica. Il suo autore preferito era Plutarco e sognava di copiare gli eroi antichi. Enrico IV ebbe per lui simpatia e lo sposò con Margherita di Béthune, figlia del suo ministro Sully; così lo fece duca e pari di Francia (1603). Nominato governatore di St-Jean-d'Angély, ne approfittò, dopo la morte di Enrico IV, per creare un centro dell'organizzazione militare ugonotta. All'Assemblea degli ugonotti di Saumur si fece rappresentante entusiasta ed ardente dell'opposizione alla Reggente. Però mostrava desiderio di una conciliazione e sapeva assicurarsi vantaggi trattando con la Corte. Nel 1615, nella sollevazione degli ugonotti indetta dall'Assemblea di Nimes, fu comandante degli insorti nella Linguadoca e Guienna; dopo la Pace di Ludun, nella ripresa d'armi, il R. fu di nuovo in prima linea. Fu all'Assemblea di La Rochelle del 1620; all'assedio di Montauban negoziò con il Luynes, ma mentre gli altri capi si arrendevano alle lusinghe regie, egli rimase in campo con il Condé, fino alla Pace di Montpellier. Quando il Richelieu violò il trattato, il R. corse le province meridionali spingendo alla guerra. Era d'accordo con il duca di Buckingham, ma non esitò a fare alleanza con il Re di Spagna che gli promise un'alta pensione. Dopo la Pace di Alais (1620), convinto che Richelieu fosse deciso a distruggere la potenza ugonotta, uscì dal Regno e si ritirò a Venezia e poi a Padova. Nel 1634 il Richelieu lo richiamò al servizio del Re e lo incaricò della lotta con l'Imperatore in Valtellina. Lasciato senza armi e denaro nel 1637, abbandonò la Svizzera e si recò in Alsazia presso Bernardo di Sassonia-Weimar. Ferito all'attacco di Rhein-felden, m. il 13 apr. 1638 a Königsfeld e fu sepolto a St-Pierre di Ginevra.

BIBL.: l'attività letteraria di Henri di R. comprende lettere, discorsi, trattati, memorie. Dei Mémoires si hanno le edizioni moderne nelle collezioni del Petto e di Michaud-Poujoulat. A cura di Zurlauben (Ginevra 1758) sono editi i Mémoires et Lettres... sur la guerre de la Valtelline. Però i Mémoires della Valtellina furono scritti dal segretario del Duca. Scritti interessati del R. sono Le parfait capitaine (1636); De l'intérêt des princes et Etats de la chrétienté (1638); Traité de la guerre (1640). Per le sue vicende cfr. H. de la Garde, Le duc de R. et les protestants sous Louis XIII, Parigi 1884; A. Langel, Henri de R., ivi 1889. L'opera più recente è G. Serr, H. de R. Son rôle dans le parti protestant (1610-16), Aix en Pouvence 1946.

Francesco Cognasso

ARMAND GASTON di R.-SOUBISE, cardinale, n. a Parigi il 26 ag. 1674; fu canonico a Strasburgo, dottore alla Sorbona nel 1699; nel 1701 fu nominato coadiutore del card. Fürstenberg vescovo di Strasburgo e gli successe il 10 apr. 1704. Su proposta di Luigi XIV fu creato cardinale da Clemente XI il 18 maggio 1712 e nel 1713 fu nominato grande elemosiniero; nel 1722 entrò a far parte del consiglio di reggenza e coronò le Luigi XV. Partecipò a quattro conclavi. Principe ricco e generoso, radunò una celebre biblioteca e fu accademico di Francia. Fu difensore della bolla Unigenitus (v.) in contrasto con l'arcivescovo di Parigi card. de Noailles (v.), del quale accettò la tardiva ritrattazione. Morì a Parigi il 19 luglio 1749 e dopo di lui, per tutto il secolo, rimasero nella sua famiglia il cardinalato ed il vescovato di Strasburgo.

Article illustration

(da M. Lopelmann, Die Liederhandeshrift des Cardinals de R., Gottings 1801, tar. (ra pp. 26 e 17) Rohan, famiglia, - Frontespizio con miniatura e ballata di Alain Chartier e stemma della casa di R. Miniatura di Scuola francese del sec. XV - Straburgo, ma. 78 B. 17. I. $22^{7}$.
E identificato con

BIBL.: F. N. Le Roy de Ste-Croix, Les quatre cardinaux de R., Strasburgo 1850; Pastor, XV-XVI, passim; P. F. Thomas, La querelle de l'Unigenitus, Parigi 1950, passim. Pietro Sannazzaro

ARMAND di R.-SOUBISE, n. a Parigi il 1° dic. 1717, canonico di Strasburgo e rettore dell'Università di Parigi (1739); come vescovo titolare di Tolemaide divenne coadiutore di Strasburgo nel 1742 e cardinale il 10 apr. 1747 dietro presentazione di Carlo Edoardo Stuart; divenne vescovo di Strasburgo il 19 luglio 1749, grande elemosinere e membro dell'Accademia; morì a Saverne il 28 giugno 1756 a 39 anni.

LOUIS CONSTANTIN, che gli successe nel vescovato il 23 sett. 1756, apparteneva al ramo principesco di Guémenée; n. il 24 maggio 1697, era stato cavaliere di Malta. Fu creato cardinale da Clemente XIII il 23 nov. 1761; divenne grande elemosinere e morì a Parigi l'11 marzo 1779. Suo fratello ARMAND, canonico di Strasburgo, fu creato cardinale, morì il 28 ag. 1947.

LOUIS-RENÉ-EDOUARD di R.-SOUBISE, n. il 25 sett. 1734, divenne coadiutore di Strasburgo quale vescovo titolare di Canopo il 24 marzo 1760; accademico di Francia nel 1761, nel 1772 fu inviato ambasciatore di Francia a Vienna donde fu richiamato nel 1774 per la sua condotta fastosa e mondana. Fu nominato grande elemosinere e creato cardinale da Pio VI il 1° giugno 1778; divenne vescovo di Strasburgo nel 1779. Abbindolato dall'avventuriero Cagliostro e dalla pseudo-confessa de La Motte-Valois, per guadagnarsi il favore di Maria Antonietta che lo disprezzava, ebbe le prime parti nell'affare della collana, per cui fu arrestato pubblicamente, condotto nella Bastiglia, poi esiliato da Parigi nel 1786. Rientrò in diocesi e nel 1789 fu deputato del clero agli Stati Generali. Avversò la Rivoluzione, rifiutò la Costituzione civile del clero (1790) e trovò rifugio nella parte germanica della sua diocesi, facendosi grande protettore degli emigrati francesi e conducendo miglior condotta che per il passato. In obbedienza al Concordato del 1801 rinunciò alla diocesi. Morì ad Ettenheim il 16 feb. 1948.

LOUIS-FRANÇOIS-AGUISTE, principe di Léon, duca di R.-Chabot, cardinale, n. il 29 feb. 1788 a Parigi, m. l'8 feb. 1833 a Chenecy (Doubs). Da Napoleone fu nominato dapprima ciambellano della sorella Paolina, quindi di Carolina Murat. Dopo la restaurazione fu a fianco del duca di Angoulême. Successe al padre nel nov. 1816 come pari di Francia e duca di R.-Chabot. La perdita della moglie, contessa di Sèrent, in circostanze particolarmente dolorose, lo scosse e lo indusse ad entrare nel 1819 nel Seminario di S. Sulpizio; fu ordinato sacerdote nel 1822 e divenne vicario generale di Parigi. Nel 1823 fu a Roma come concavista del card. de la Fare; tentò di ottenere la propria cardinalizia, ma Leone XII, anche per la giovane età del candidato, non volle accendicendere. Invece nel giugno 1828 lo preconizzò arcivescovo di Auch e poi lo trasferì il 15 dic. dello stesso anno alla sede di Besançon. Pio VIII lo creò cardinale il 5 luglio 1830. Mentre a Parigi attendeva l'imposizione del berretto rosso, scoppiò la Rivoluzione di luglio, che portò al trono Luigi Filippo. Scampato alla furia popolare che lo accusava sostenitore dei Borboni, si recò in Belgio ed in Svizzera; e si rivolse al card. Odescalchi, di cui era amico, perché lo difendesse presso il Pontefice nella campagna di diffamazione condotta nei suoi riguardi dall'ambasciatore di Francia presso la S. Sede. Nel dic. 1830 venne a Roma per partecipare al Conclave ed insieme con l'Odescalchi contribuì all'elezione di Mauro Cappellari. Gregorio XVI, nel suo primo Conciestro tenuto il 28 feb. 1831, gli conferì il titolo della S.ma Trinità dei Monti. Dichiarato decaduto dalla Camera dei Pari per aver rifiutato il giuramento al nuovo Re, ritornò nella sua diocesi nel maggio 1832 e morì non ancora quarantacinque mentre provvedeva agli ammalati di colera.

BIBL.: Anon., Notice chronologique sur le card. de R., Besançon 1833; A. Robert - F. Bourloton - G. Cougny, Léon, in Dictionnaire des parlementaires français, IV, Parigi 1891, pp. 90-100; C. Baille, Le card. de R.-Chabot, archevêque de Besançon, Parigi 1904; P. Pirri, Vita del servo di Dio Carlo Odescalchi, Isola del Liri 1935, passim.
BIBL.: Encyclopédie Catholique, X, Paris 1891, pp. 90-100; C. Baille, Le card. de R.-Chabot, archevêque de Besançon, Parigi 1904; P. Pirri, Vita del servo di Dio Carlo Odescalchi, Isola del Liri 1935, passim.
BIBL.: Encyclopédie Catholique, X, Paris 1891, pp. 90-100; C