ROBERTO, ABATE DI MOLESME, SANTO

ROBERTO, abate di MOLESME, santo. - Fondatore delle abbazie di Molesme (v.) e Citeaux (v.), n. nella Champagne ca. il 1028, m. a Molesme nel 1111, a quanto pare.
ROBERTO, abate di MOLESME, santo. - Fondatore delle abbazie di Molesme (v.) e Citeaux (v.), n. nella Champagne ca. il 1028, m. a Molesme nel 1111, a quanto pare.

Entrò giovanissimo nel monastero di Moutier-la-Celle, presso Troyes, di cui divenne priore; ca. il 1070 fu eletto abate di St-Michel di Tonnerre (diocesi di Langres), ma nel 1072 si dimise da questa carica a causa della indisciplinata e di quei monaci. Resse in seguito il priorato di St-Ayoul di Provins; intanto gli eremiti di Colan, luogo deserto presso Tonnerre, che già avevano invano richiesto a R. di dirigerli, ottenevano da Alessandro II che fosse posto a capo della loro piccola comunità. R. accettò, e di li a poco, giudicando malsana la località di Colan, trasportò la comunità nella foresta di Molesme, stabilendosi (ca. 1075) sulle rive del Laignes, affluente di sinistra della Sienne. I primi anni di Molesme furono durissimi, ma, cominciando dal 1084 a confluirvi ricche donazioni, l'austerità della vita monastica provò un ristagno; allora R. abbandonò Molesme e si rifugiò presso gli eremiti di Aulx, presso Riel-les-Eaux, che lo scelsero per abate. Ciò avvenne tra il 1090 e il 1093, ma per volontà del Papa dovette ritornare a Molesme, ove non riuscì a far raggiungere alla comunità quell'intensa vita religiosa di cui era fautore. Qui sta la ragione del suo nuovo esodo da Molesme con una ventina di monaci, ALBERIGO (v.) Stefano Harding (v.), per recarsi, con l'approvazione del legato pontificio Ugo, arcivescovo di Lione, nella solitudine di Cistercium, tra Nuits e St-Jean di Lione nella diocesi di Chalon-sur-Saône. Il 21 marzo 1098 il monastero di Citeaux iniziava la sua vita secondo gli ideali della nuova riforma e R. ne diveniva primo abate, ma per poco tempo. Dovette infatti far ritorno a Molesme nel 1099 per ordine del legato pontificio; il Santo ubbidì e diresse l'abbazia sino alla morte. Fu sepolto nella sua chiesa abbaziale. Il suo culto fu permesso per Molesme da Onorio III, l'8 genn. 1222 (Bullarium Romanum, ed. Tauviniensis, III, Torino 1858, p. 383), ma, in quello stesso anno il Capitolo generale Cistercense prescrisse a tutto l'Ordine di celebrare la festa «cum XII lectionibus» il 17 apr., trasferita due anni dopo al 29 dello stesso mese. A questa data figura poi regolarmente nei libri liturgici cistercensi (Sacramen-tari, Messali «Missa sicut de s. Benedicto», Breviari e Salteri; aggiunta d'altra mano nei manoscritti della prima metà del sec. XIII) e nel Martirologio Romano.

BIBL.: Fonti: la Vita S. Roberti, prima metà del sec. XIII; ed. crit. di K. Spahr, Das Leben des hl. R. V. M. Eine Quelle zur Vorgesch. V. Citeaux, Friburgo in Svizzera 1944; Acta SS. Aprilis, III, Anversa 1675, pp. 662-78; V. JALABERT, LOUIS, Les sacramen-taires et missels mus. des bibl. publ. de France, III, Parigi 1924, p. 406 (indice); id. Les bréviaires..., V, ivi 1934, p. 270 (indice); id., Les passtiers mus. latins..., II, Mâcon 1940-41, p. 482 (indice). Studi: J. Othon (Ducourneau), Les origines Cisterciennes (cest. dalla Rev. Mabillon, 1932-33), Lignée 1933, pp. 33-74; S. Lensesen, St-Robert, fondateur de Citeaux, Westmalle 1937; J.-B. Mahn, L'Ordre cistercien et son gouvernement des origines au milieu du XIIIe siècle, Parigi 1945; Martyr. Romanum, pp. 162-63. A. Pietro Frutaz