ROBERTO di MELUN (Melodunensis). - Teologo e vescovo, n. in Inghilterra alla fine del sec. XI, m. a Hereford il 27 febbr. 1167.
Studente ad Oxford e a Parigi, ca. il 1137 successe ad Abelardo come professore di dialettica nella schola artium della «Montagne Ste-Geneviève» e ca. il 1142 di teologo a Melun; nei Concilio di Reims (1184), Pietro Lombardo (v.) Giovanni di Cornovaglia (v.) combatté la Gilberto della Porrée (v.). Dopo alcuni anni d’insegnamento all’abbazia di S. Vittore (Parigi), dietro suggerimento di s. Tommaso Becket, fu chiamato in Inghilterra (1160) dal re Enrico II e nominato (1163) vescovo di Hereford; se per qualche tempo fu troppo ligio al sovrano contro il Becket, in seguito si schierò decisamente a favore dell’insigne martire.
Compose tra il 1145 e 1155 un commento al Vangelo di s. Matteo, sostanzialmente conservato nelle Quaestiones de divina pagina (ed. R. Martin, Oeuvres de Robert de Melun, I, Lovanio 1932) e un saggio teologico sulle lettere paoline: Quaestiones de epistolis Pauli (ed. R. Martin, op. cit., II, ivi 1938); le quaestiones seguono la lectio del testo biblico e discutono, con metodo e spunti originali, importanti argomenti che furono poi ripresi dall’autore, nell’opera più celebre (divenuta quasi classica in teologia alla fine del sec. XII) le Sententiae (inedite; numerosi i manoscritti), che pur imitando nella disposizione il De Sacramentis di Ugo di S. Vittore, non ne raggiungono l’intimo fervore e l’innata semplicità. Teologo personale e dotato d’intuito, R. di M. pur ammi
ROBERTO DI MELUN – ROBERTO DI SALLE
ratore della scuola vittoriana, osò attaccare gli amici della grande abbazia (Guglielmo di St-Thierry e s. Bernardo) e combattere lo stesso Pietro Lombardo; difendendo Abelardo nella questione dell'appropriatio trinitaria, apri la via a una dottrina che fu accolta da tutti i grandi scolastici del sec. XIII.