GILBERTO DELLA PORRÉE (GILBERTUS PORRETANUS)

GILBERTO della PORRÉE (Gilbertus Porretanus). - Filosofo e teologo scolastico, n. a Poitiers nel 1076, m. ivi nel 1154. Studiò a Chartres, dove ebbe maestro Bernardo di Chartres (da non confondere con Bernardo Silvestris o di Tours, cancelliere di Chartres nel 1156), e dove in seguito insegnò e fu cancelliere. Insegnò poi a Parigi, Giovanni di Salisbury (v.). Nel 1142 fu nominato vescovo di Poitiers.

Sotto l'influsso umanistico di Chartres commentò gli Opuscola sacra di Boezio o meglio quattro di detti opuscoli (PL 64). Vi premise un prologo, non pubblicato dal Migne, edito in parte dall'Hauréau e poi intere dal Grabmann, (Die Gesch. der scholast. Methode, II, Friburgo in Br. 1912, pp. 417-19, nota). G. commentando uno degli opuscoli boeziani, e precisamente il De Trinitate, si imbatteva, subito al primo capitolo, nelle parole « quare diversum etiam (come l'identico) vel genere vel specie vel numero dicitur. Sed numero differentiam accidentium varietas facit ». Ispirandosi a queste parole di Boezio, che a sua volta si ispirava a Porfirio, G. afferma che l'universale è bensì nell'individuo, ma distinto realmente dai principi individuati (« accidentium varietas »), dichiarandosi così per un realismo in apparenza moderato, in realtà esagerato. In conformità con questo suo ultra-realismo G. pone le tre persone della S.ma Trinità non solo realmente distinte tra loro ma pure dalla natura divina o essenza (Commento al II Opusc. di Boezio). Questa opinione fu contrastata da s. Bernardo di Chiaravalle e condannata nel 1148 dal Concilio di Reims, presente papa Eugenio III; ripudiata in seguito dall'autore, obbligato a riconoscere « neve Deus divina essentia diceretur ex sensu ablativi tantum sed etiam nominativi », come lasciò scritto uno scolaro suo ammiratore, cioè lo storico Orrone di Frisinga (De gestis Friderici, I, I, cap. 56, in MGH, Scriptores, XX).

Altra opera di G. Porretano è il Liber sex principiorum (PL 188, 1257-70) sulle ultime sei categorie aristoteliche non espressamente trattate da Aristotele; da esso risulta che G. fu tra i primi nel 1100 a introdurre la « logica nuova », cioè gli ultimi libri dell'Organon aristotelico, nella scuola di Chartres. Il Liber sex principiorum ottenne, come un libro classico, onore di commenti attraverso tutto il medioevo, accanto ai libri di Aristotele. Anche s. Alberto Magno lo commentò, ed Ermolao Barbaro ne adattò il latino, per l'ed. veneta del 1496, riportata poi in PL 188, 1257-70.

G. ebbe seguaci ed avversari in campo filosofico e in campo teologico. Risentì immediatamente o

mediatamente l'influsso delle sue opere anche Gioachino da Fiore, condannato per errori simili intorno alla S.ma Trinità nel Concilio IV Lateranense del 1215. G., attraverso le Sententiae divinitatis, che appartengono, se non a lui, alla sua scuola, influì anche sui Libri quatuor sententiarum di Pietro Lombardo. Da S. Vittore e precisamente da Gualtiero di S. Vittore, quasi contemporaneo di G., usciva il Contra quatuor labyrinthos Franciae raffigurante G. Porretano con Abelardo, Pietro di Poitiers e fin anche Pietro Lombardo quali altrettanti dissolvitori del pensiero tradizionale.

Altre opere di G.: Lettera all'abate di S. Florent (PL. 188, 1255-58); Lettera a Bernardo di Chartres (L. Merlet, Lettres d'Yves de Chartres et d'autres personnages de son temps [Bibliothèque de l'École des Chartres, 4e serie, 1], Parigi 1855, p. 461); Sermones super Canticum canticarum (Strasburgo 1497); Commento su l'Apocalisse (Parigi 1512); Commento alle lettere di s. Paolo (inedito: frammenti in Revue d'histoire cccl., 13 [1912], pp. 677-683, note); Commento ai Salmi (inedito); Sententiae divinitatis (della scuola di G.). Oltre le opere, documenti su G. si trovano in varie fonti (Mansi, XXI, coll. 712-736); Ottone di Frisinga, De gestis Friderici, I, 1, cap. 56 (MGH, Script., XX, p. 380 sgg.); Gaufidus, Libellus contra Gillebertum (PL. 185, 595 sgg.); B. Geyer, Die Sententiae Divinitatis, con il II l. di Gualtiero di S. Vittore, Contra quatuor labyrinthos Franciae (Münster 1909); Johannes Sarscheriensis, Metalogicon, IV (ed. C. J. Webb, Oxford 1929); id., Historia pontificalis (MGH, Script., XX, p. 524 sgg.).

BIBL.: A. Berthaud, G. de la P. et sa philosophie, Poitiers 1892; M. Grabmann, Die Gesch. der scholast. Methode, Friburgo in Br. 1909-11, passim; J. Assenmacher, Die Gesch. der Individualismusprinzips in der Scholastik, Lipsia 1926; Manitius, III, pp. 210-15; M. De Wulf, Histoire de la philosophie médiévale, I, Parigi 1934, p. 211 sgg.; M. Grabmann, Die theologische Erkenntnis und Einleitungslehre des h. Thomas V. Aquin, Friburgo in Svizzera 1948 (passim). Amato Masnovo
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“GILBERTO DELLA PORRÉE (GILBERTUS PORRETANUS).” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 256. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/gilberto-della-porree-gilbertus-porretanus.