Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

GIOVANNI DI SALISBURY

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Noto anche come: tedesco: Johannes von Salisbury; francese: Jean de Salisbury; latino: Johannes Sarisberiensis, Ioannes Sarisberiensis

GIOVANNI di SALISBURY. - Scolastico medievale, figura complessa di filosofo, storico e umanista, n. in Salisbury ca. il 1110-20, m. a Chartres il 1180. Fu educato in Francia (1136-48) e vi ebbe maestri, fra altri, Abelardo e Gilberto Porretano. Ritornato in Inghilterra divenne, dietro raccomandazione di s. Bernardo di Chiaravalle, primo segretario di Teobaldo arcivescovo di Canterbury, poi del successore s. Tommaso Becket. Impiegato in ambascerie presso la S. Sede, e, perché ritenuto di sentimenti troppo papali, malvisto da re Enrico II, fu, in seguito all'uccisione di s. Tommaso, costretto a stabilirsi in Francia, dove occupò il vescovato di Chartres (1176, fino alla morte).

G. di S. occupa un posto di rilievo nella storia del pensiero filosofico e politico del sec. XII. Fornuto inoltre sui classici latini e particolarmente su Cicerone, le sue opere, in prosa e in versi, presentano una rara dignità e proprietà di stile. Scrisse: Entheticus seu de dogmate philosophorum (in versi: PL 199, 965 sgg.); Polycraticus sive de magis curialium et vestigiis philosophorum (ed. C. J. Webb, 2 voll., Oxford 1909, e PL 199); Metalogicon, contenente un trattato completo di logica (ed. Webb, Oxford 1929 e PL 199); Lettere (in J. A. Giles, Johannis Salisbentiensis opera omnia, 5 voll., Oxford 1848, I e II: PL 199); Historia pontificalis (MGII, Scriptores, XX: solo un frammento); Vita Anselmi Cantuariensis (PL 199, 1000-1040); Vita Thomae Cantuariensis (PL 199, 193-234); Carmen de membris conspirantibus (dubbio: J. A. Giles, op. cit., V).

Della questione degli universali G. di S. narra le vicende al suo tempo, rilevando che in essa « laborans mundus iam senuit » e « plus temporis consumptum est quam in adquirendo et regendo orbis imperio consumpserit Caesarea domus » (Polyc., VII, 12: ed. cit., II, p. 141). G. di S. aderisce a un realismo moderato. In logica la sua ammirazione va ad Aristotele, che faceva allora l'ingresso nel mondo latino con la « logica nuova »: ingresso che egli difese con tanta passione nel l. IV del Metalogicon contro il retrogrado Cornificius (nome ideale o reale?) e contro i suoi seguaci « Boetio fere solo contenti » (ibid., IV, 27). Anche la psicologia di G. di S., pur di ispirazione agostiniana, si incammina verso le posizioni aristoteliche, e fa derivare la conoscenza razionale dai dati sensibili, attraverso i tre gradi d'astrazione fisica, matematica, metafisica.

Ma dove G. di S. occupa un posto unico nella storia del pensiero del sec. XII è a proposito di dottrine politiche, svolte nel Polycraticus, scritto, come spiega C. Schaarschmidt interpretando il titolo, « in usum civitates regentium » (cf. A. J. Carlyle, A history of mediaeval political theory, III, Londra 1946, p. 102). Egli vuole il principe colto perché « rex illiteratus est quasi asinus coronatus » (IV, 6); la sua potestà viene da Dio (« omnis potestas a Domino Deo est », IV, 2; ed. cit., I, p. 236), e nel mondo cristiano, attraverso l'autorità della Chiesa (« hunc ergo gladium de manu Ecclesiae accipit Princeps »). Ma se il principe si volge in tiranno e cioè in danno del popolo, la sua autorità cessa, ed è giusto ed onorevole toglierlo di mezzo, anche con l'omicidio. « Hoc tamen cavendum docent historiae, ne quis illius moliatur interitum cui fidei et sacramenti religione tenetur adstrictus... Sed nec veneni, licet videam ab infidelibus usurpatam, ullo unquam iure indultam lego licentiam » (VIII, 20). Nel l'Entheticus G. di S. aveva cantato: « libera philosophi vita est et libera lingua: est libertatis auctor utrique Deus » (PL 199, 1003). Forse la libera lingua del libero filosofo non si impose qui tutti i limiti del caso.

Bibliografia6 opere
BIBL.: C. Schaarschmidt, Johannes Salisbentiensis nach Leben und Studien, Schriften und Philosophie, Lipsia 1862; C. J. Webb, J. of S., Londra 1932; H. Daniels, Die Wissenschaftslehre des J. von S. (dissert.), Kaldenkirchen 1932; L. Denis, Un humaniste au moyen dge: J. de S., in Nova et vetera, 1940-41, pp. 5-23, 125-52; M. De Wulf, Histoire de la philos. médiév., I, trad. it., Firenze 1944, pp. 223-29; J. Huizinga, Parerga, Basilea 1945, pp. 33-61.

Amato Masnovo

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 604–605.

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Masnovo, Amato. “Giovanni di Salisbury.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 604–605. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/giovanni-di-salisbury.

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Masnovo, Amato. “Giovanni di Salisbury.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 604–605. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/giovanni-di-salisbury.

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